MERANO. Il destino di Meranarena srl, la società con sede in via Piave che gestisce le principali strutture sportive della città per conto del Comune potrebbe avere i giorni contati. Entro il 31 ottobre una società di consulenza esterna dovrà presentare alla giunta Rösch i risultati dell'indagine avviata al fine di chiarire se vengano soddisfatte le condizioni che consentono il mantenimento di società partecipate in-house o se abbia più senso avviare la fusione di Meranarena con Azienda municipalizzata spa, l'altra azienda interamente di proprietà del Comune di Merano.

Entro la fine del 2016 il consiglio comunale dovrà discutere la sopravvivenza di Meranarena, ovvero trovare le motivazioni per far sopravvivere la società o avviare le procedure di fusione. L'accelerazione sul futuro della srl che gestisce palaghiaccio, lido, piscina coperta, centro tennis e dopolavoro di Sinigo è contenuta nel piano operativo di razionalizzazione delle società partecipate dal Comune che nei prossimi giorni sarà all'ordine del giorno del consiglio comunale.

La proposta firmata dal sindaco Paul Rösch lo scorso 31 marzo, ha impiegato quattro mesi per arrivare al voto del consiglio ma ancora senza una scelta definitiva per Meranarena. In discussione non ci sono tanto i servizi garantiti e quindi neppure i posti di lavoro, quanto il senso di avere due management, che invece potrebbero essere fusi con la nascita di un nuovo settore interno ad Asm, quello sportivo. Nessun dubbio sul mantenimento in vita anche di Asm spa, l'azienda con capitale da 20 milioni di euro interamente in mano al Comune, che gestisce la raccolta e lo smaltimento rifiuti, l'acquedotto e fino al 2018 la gestione della rete gas. Nessun dubbio invece sul mantenimento della proprietà del 64,2 per cento del capitale sociale da 6,18 milioni di euro di Funivie Merano 2000 spa, l'azienda che gestisce gli impianti di risalita tra Falzeben e l'altopiano sopra Avelengo. Entro il 31 dicembre dovranno essere comunque presentate dal consiglio d'amministrazione misure di risparmio e razionalizzazione dei costi.

Le altre partecipazioni che il Comune di Merano intende mantenere riguardano Ecocenter spa (8,75% del capitale per 406 mila euro di valore), Sasa spa (33,3% per un valore di 770 mila euro), Terme Merano spa (0,09% per un valore di 32 mila euro, al netto dell'aumento di capitale in vista per finanziare gli investimenti) e Alperia (21% del capitale). L'unica dismissione contenuta nel piano, di fatto già realizzata, è quella che riguarda Selfin, società venduta al Burgraviato, unica figura interessata all'acquisto.

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