BOLZANO. Aperta la procedura per l’adottabilità di Anthony, il bimbo di 5 anni della Sierra Leone, trovato dagli agenti della Polfer lunedì mattina in grave stato di ipotermia, sul pianale di una bisarca carica di auto, ferma alla stazione ferroviaria del Brennero.

Il presidente del Tribunale dei minorenni Benno Baumgartner ieri ha accolto la richiesta del capo della Procura Antonella Fava e ha nominato un tutore. In questi tre giorni nessuno si è fatto vivo e ciò fa sospettare che il bimbo possa essere orfano. Qualcuno però su quella bisarca ce l’ha messo, ma poi - per muoversi più facilmente una volta arrivati al Brennero - potrebbe averlo abbandonato.

Il piccolo, che ha rischiato di morire di freddo in una gelida mattina di novembre - il treno era partito alle 1.30 di notte da Verona ed è arrivato al Brennero poco dopo le sei con un’unica sosta tecnica alla stazione di Prato Isarco - già ieri sera o al massimo questa mattina verrà dato in affido ad una famiglia.

Si è scatenata, in queste ore, una gara di solidarietà per ospitarlo, la scelta del Tribunale cadrà però su una famiglia che è già nell’elenco delle famiglie affidatarie.

«È arrivato da noi - dice Martin Ogriseg , direttore sanitario dell’ospedale di Bressanone - con una temperatura di 32 gradi, adesso sta bene: corre e gioca. Può essere dimesso».

Il problema a questo punto non è sanitario, ma sociale.

«C’è la necessità - spiega il capo della Procura Antonella Fava - di tutelare al massimo il piccolo, mettendolo in un ambiente che gli garantisca un po’ di serenità. La speranza è che in questo modo Anthony riesca ad aiutarci a mettere insieme qualche tassello in più della sua storia. Di lui, al momento, non si sa praticamente nulla, perché - frastornato da quello che è successo - parla poco: dice qualche parola di inglese e sembra capire l’italiano».

La necessità di tutelare il bambino si è fatta più urgente, nel pomeriggio di ieri, quando una giornalista di una testata televisiva nazionale si è introdotta nella stanza dell’ospedale di Bressanone, dove Anthony era ricoverato, tentando di girare immagini e di intervistarlo.

È intervenuto immediatamente il personale del reparto che ha segnalato la cosa alla polizia. La giornalista è stata sentita negli uffici del commissariato di Bressanone, dove le sarebbero state contestate diverse violazioni.