BOLZANO. A pochi giorni dall’intervento della Procura di Bolzano sulla probabile evasione fiscale e contributiva legata ai contratti impiegati dalle imprese di corriere espresso nei confronti dei loro dipendenti, ecco che un’altra storia di ordinario sfruttamento. E’ quella di Derouachi Choukri, assistito dalla Cisl in una complessa causa legale contro il suo ex datore di lavoro.

La storia di Choukri ricalca il copione di quelle già passate alla cronaca: grandi periodi di lavoro in nero, poi contrattini precari, zero contributi e orari sulla carta che sono la metà di quelli effettivi di lavoro. Ma ci sono anche delle differenze, che marcano forse un passo avanti rispetto alle precedenti storie di sfruttamento: Choukri, agli inizi dell’ottobre 2011 ha finalmente ottenuto un contratto a tempo indeterminato.

Sembrava che il calvario fosse finito, nonostante sulla carta il suo orario fosse di sette ore mentre le suo giornate ne duravano almeno dodici, eppure la forma contrattuale definitiva dava una certa sicurezza. Ma il suo datore di lavoro, una coop che lavora per la Tnt, non ha ottemperato gli obblighi di legge quando il suo corriere ha avuto un grave infortunio sul lavoro.

Derouachi stava scaricando una consegna presso il magazzino di un cliente della Pusteria, "era un bancale di 200 chili, da far scendere a mani nude perché la ditta non ci ha mai fornito alcuno strumento", lo sforzo produce uno schiacciamento alla colonna vertebrale e il ragazzo finisce in ospedale. "Da allora mi sto riprendendo a fatica, sento delle scariche di corrente lungo braccia e gambe, e delle fitte di dolore incredibili". A partire dal quel giorno, il 23 marzo i quest’anno, la coop smette di pagare il suo stipendio. Che il contratto sia a tempo indeterminato non fa nessuna differenza.

La Cisl ha deciso di fare causa alla cooperativa. «Ma nel frattempo - spiega lui - non nemmeno i soldi per comperare le medicine, l’ultima volta mi ha aiutato la Caritas, ma non so più come fare". Senza lo stipendio da cinque mesi, Derouachi non è in gradi di pagare nemmeno l’affito per la mansarda a Pineta di Laives. N

ella sua esperienza c’è tutta la memoria storica di questo mestiere, "quando ho iniziato a fare il corriere, più di dieci anni fa, il contratto ce lo avevo direttamente con la casa madre, e mi pagavano 175 euro al giorno e riuscivo a coprire le spese e vivevo bene; oggi si sono inseriti gli intermediari, che a loro volta sub contrattano altre piccole imprese, che a loro volta sfruttano la gente come me, che arriva forse a guadagnare 60 euro al giorno lavorando anche 12 ore".

Sempre che tutto fili liscio, "ci danno dei camion che fanno paura, con le ruote lisce e senza manutenzione, e ci costringono a correre come forsennati perché altrimenti a fine giornata si finisce per rimetterci con le penali dei ritardi".

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