MERANO. A ventiquattr’ore dalla scadenza del termine ultimo concesso dalla Provincia, il consiglio comunale questa settimana sarà chiamato a dare il proprio parere sul piano provinciale della mobilità, un documento destinato a segnare lo sviluppo soprattutto dei trasporti pubblici e delle direttrici della viabilità con mezzi privati per il prossimo decennio. Il piano divide il servizio di trasporto pubblico in due macrocategorie: servizi di interesse provinciale e di esclusivo interesse comunale. In quest’ultimo caso i Comuni dal 2020 saranno chiamati a farsi carico del 30% dei costi prodotti dalle linee di trasporto. La giunta Rösch propone al consiglio comunale di schierarsi contro il passaggio ai privati delle linee Bolzano-Laives oggi gestite da Sasa (Merano detiene oggi il 33% del pacchetto azionario della Spa) perché questo significherebbe una perdita di oltre un milione di chilometri all’anno per la società e un danno in termini economici. La giunta è anche contro lo scorporo della linea 213 Merano-Lagundo-Parcines dal proprio bacino d’utenza, mentre ritiene sensato incorporare il citybus di Lagundo. Lo stesso dicasi per le linee di collegamento della città con Tirolo, Caines, Rifiano e Vernurio. La giunta propone di accogliere il passaggio a Sasa del collegamento Merano-Scena con frequenza destinata a scendere da 15 a 10 minuti. Confermato anche il sì al collegamento via fune con Scena per il costo stimato di 57 milioni di euro. Nessun cenno invece sul piano provinciale per la seggiovia Merano-Tirolo. Nessun cenno neppure per lo sbocco del garage in caverna in via Galilei e il collegamento con la stazione: ideale per la giunta l’uso di minibus a emissioni zero.

Linea 6. Note dolenti arrivano invece per la linea urbana numero 6, che la Provincia propone di declassare a interesse comunale in quanto con un numero di passeggeri annuale inferiore a 200 mila unità (oggi 155 mila) e perché oggi sono garantite solo frequenze ogni 30 minuti. Se questo concetto passasse, il Comune dal 2020 sarebbe chiamato a coprire il 30% dei costi, un colpo da 70 mila euro all’anno. Entro 2 anni il Comune conta di ridurre la frequenza a 15 minuti e di aumentare il numero dei passeggeri grazie agli alloggi protetti per anziani, alla futura apertura del campo di polo all’ippodromo.

Ambiente. Nel documento che la settimana prossima approderà in consiglio comunale la giunta critica la Provincia per il mancato impegno nella sostituzione dei bus più vecchi che circolano a Merano (16 veicoli su 61 sono a motorizzazione Euro 2 e 3) e nell’introduzione di bus elettrici ad esempio sulla linea 2 e per la mancata dotazione sulla linea per Tirolo e Scena di un servizio trasporto bici. Alla Provincia si chiede anche di spostare più vicino a Castel Trauttmansdorf la fermata della linea urbana numero 1.

Ferrovia. Parere favorevole viene espresso sul potenziamento della linea Merano-Bolzano ricorrendo anche a tratti di doppio binario. Il Comune si appresta a modificare il masterplan per cambiare in futuro il percorso dei binari da Maia Bassa verso la stazione centrale, evitando così con l’aumento della frequenza dei treni la funzione di barriera rappresentata dalla massicciata ferroviaria e dai passaggi a livello. Viene inoltre richiesta una fermata/stazione nuova in zona via Fermi/Obi destinata a Sinigo e alle zona produttive esistenti in loco, zona industriale di Lana compresa.