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BRESSANONE. Erano attesi in ottobre e invece arriveranno a metà novembre i sessanta nuovi profughi destinati a Bressanone. Si aggiungeranno ai quindici già ospitati e troveranno posto nell’ex caserma Schenoni, in città, ristrutturata e adeguata dopo un lungo periodo di disuso.
“I lavori realizzati dalla Provincia sono conclusi alla Schenoni – precisa l’assessore Monika Leitner, responsabile per l’integrazione – L’accoglienza verrà gestita dalla cooperativa Spes del gruppo Eos, che sta preparando i locali. Direi che siamo pronti”.
Quale è stata la priorità del Comune in vista dell’arrivo di queste sessanta persone?
“Assicurarci che chi arriva abbia qualcosa da fare, un’occupazione. In questo senso, posso dire che abbiamo già trovato 28 posti. Chiamiamoli posti di lavoro, anche se si tratta di incarichi da ricoprire a titolo di volontariato presso le strutture comunali, i servizi pubblici, le aziende legate al Comune. Non lavori stipendiati, ma forme di occupazione per quasi metà dei nuovi ospiti, impegni indispensabili per favorire l’inserimento di persone provenienti da realtà molto diverse e distanti da noi”.
Partite dall’esperienza positiva con i primi migranti accolti.
“È vero, si sono inseriti bene, ma sono quindici, non molti per una città delle dimensioni e con le risorse di Bressanone. Sessanta è un numero che rappresenta una sfida. Il Comune farà il massimo per vincerla e ci vorrà la collaborazione e la responsabilità di tutti, degli stessi profughi, chiamati al rispetto delle regole e all’impegno per inserirsi al meglio”.
Ci sono iniziative per facilitare l’accoglienza?
“Coinvolgeremo forze dell’ordine e responsabili della sicurezza per assicurare la popolazione, in particolare i residenti più vicini all’ex caserma. Corsi di lingua e altre proposte per il coinvolgimento degli ospiti sono in programma”.
In città c’è diffidenza?
“Ci sono segnali di preoccupazione, non di paura. Preoccupazione legata anche al fatto che la Schenoni è in una posizione centrale”.
Intanto, l’accoglienza dei profughi continua ad alimentare discussioni…
“Vede, Bressanone sta facendo il proprio dovere e lo sta facendo bene. Prima 15 profughi, ora 60… Io spero che la Provincia e chi organizza la distribuzione di queste persone adotti criteri uniformi, chiari e fissi. Non sarebbe giusto che gli arrivi fossero concentrati nei centri che si sono dichiarati disponibili. Non sarebbe giusto che qualcuno potesse non fare il proprio dovere”.
In consiglio a Bressanone le perplessità sull’arrivo dei profughi si sono fatte sentire
“Le critiche sono giunte soprattutto dalla Lega e riflettono timori e dubbi di una parte della popolazione. Ripeto: le 60 persone attese a novembre rappresentano una sfida per la città. Credo sia giusto ospitarle e spero che l’esperienza sia positiva come quella in corso con il primo gruppo di migranti accolti. Ma ci vogliono il lavoro e l’impegno di tutti”.
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