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BOLZANO. La Guardia è in fortissima difficoltà. Quindici dei diciotto medici che non hanno intenzione di accettare il rinnovo del contratto trimestrale rischiano la precettazione.
Emanuele Pozzo, consigliere del direttivo sindacale Sup/Snami, annuisce: «Il rischio esiste ma nella situazione attuale tutto deve essere preso in considerazione e valutato». Per il medico una cosa è certa. «Un servizio come il nostro, se affidato coattamente a chi aveva chiaramente espresso l'intenzione di non lavorarvi più, si trasformerà all'istante nel regno incontrastato della medicina difensiva». Sarebbe? «Secondo voi chi sarà costretto a lavorare avrà ancora voglia di assumersi in prima persona dei rischi? Ad ogni incertezza e vi assicuro che la medicina di certezze ne ha veramente poche, corrisponderà un esame strumentale o di laboratorio che, ahinoi, più che in Pronto soccorso non potrà essere eseguito». Vuol dire che invece che sgravare il Pronto soccorso andrete ad appesantirlo? «Dico che difenderemo noi ed il paziente come possiamo». Pozzo spiega che esiste anche il dubbio che il termine "precettazione" venga adoperato impropriamente. «In base a cosa ci obbligheranno a lavorare? Non si deve dimenticare che dopo il 31 luglio non esisterà differerenza tra i medici che non intendono sottoscrivere il nuovo contratto trimestrale (che non sono dipendenti dell'Azienda sanitaria, ma liberi professionisti) ed un qualsiasi altro medico iscritto all'albo (dall'oculista al dermatologo al neolaureato abilitato) che non si trovi in situazione di incompatibilità per l'assunzione dell'incarico. Ricordo che riconosceremo valore giuridico solo a quelle precettazioni rispondenti a quanto indicato dalla normativa in vigore (nel caso della legge 146/90 con l'intervento della Commissione di garanzia e/o del Commissariato del Governo)». C’è dell’altro? «Certo, vorremmo riuscire a trovarci quanto prima con il primario del Pronto soccorso, Mario La Guardia, per vedere se è possibile mettere in piedi un progetto obbiettivo». Quali sono i punti cardine sui quali lavorare? «La Guardia medica potrebbe assorbire parte del carico di lavoro del Pronto Soccorso (codici bianchi) se adeguatamente potenziata (al momento può contare su due medici in servizio notturno per 150.000 utenti potenziali in un'area di oltre 20 km), opportunamente presentata all'utenza (neppure nel rinnovato sito dell'Asl vi è una pagina che spieghi in maniera chiara funzioni, orari e modalità del servizio) e riorganizzata dal punto di vista contrattuale (la Guardia medica di Bolzano è un campionario di record negativi a livello nazionale, tra i quali il fatto di essere un servizio essenziale basato esclusivamente sul precariato con una retribuzione che si aggira attorno ai 17 euro/ora). In ultimo andrebbe coordinata in modo più efficiente e razionale con gli altri servizi di prima linea (Pronto soccorso e 118, coi quali a tutt'oggi non esiste alcun protocollo di collaborazione o anche solo di comunicazione)».
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