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BOLZANO. Madrine Tania Cagnotto e Angelika Fleckinger, direttrice del Museo archeologico dell'Alto Adige, è stata inaugurata ieri sera nei locali dell’Azienda di Soggiorno la prima «Hall of fame» dell’Alto Adige. Il progetto nasce da un’idea dell’artista e fotografo Stefano Favaretto. «L’Alto Adige - spiega - è una terra ricca di tradizione e cultura, famosa nel mondo soprattutto per le proprie bellezze naturali e per i propri sapori ed eccellenze agroalimentari. Tale piccolo ma ricco e generoso territorio ha dato i natali a numerosi personaggi dello sport e della cultura che lo hanno reso famoso grazie alle proprie imprese». Favaretto, che da anni con la sua ricerca artistica indaga il rapporto tra il mito ed il proprio territorio, si pone come obiettivo di immortalare con la macchina fotografica «il connubio tra la narrazione popolare e la natura e tra visibile e non visibile», riuscendo a cogliere aspetti sorprendenti del territorio altoatesino da lui molto amato. Si tratta della prima Hall of fame o luogo della memoria, dedicato a chi ha reso famoso l'Alto Adige nel mondo, scoprendo "l'invisibile" di molti personaggi famosi attraverso foto, interviste, video.


