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BOLZANO. Giulia Cestari ha trent’anni. Sta per conseguire la laurea magistrale in Filosofia, a Trento, ma guardandosi intorno non vede grandi opportunità lavorative. Suo fratello, Andrea, è un laureando della triennale in Ingegneria meccanica alla Lub e ha intenzione di passare ancora tanto tempo a studiare. Nel frattempo Gianni Marchi e Patrizia Mazzier hanno lasciato il loro amato Londra Cafè dopo 25 anni di gestione. Perché non prendere in mano il bar di via Dante, dargli un nuovo aspetto e da ritrovo di sportivi renderlo un locale pensato per una clientela di studenti e professori?
Nei giorni scorsi l’inaugurazione. Il nuovo Londra Cafè scintilla di marmo di Lasa e lampadari di cristallo. Pareti azzurre, poltroncine color ottano, i tavolini nel déhor e nella piccola corte interna del palazzo ex Incis. Aria di festa, l’entusiasmo di un nuovo inizio, gli amici si accomodano ai tavolini con uno spritz e una brioche salata.
La loro madre è raggiante. Partecipe delle difficoltà di sua figlia Giulia, ha deciso di sostenerla nell’avventura del Londra Cafè. «I miei figli – dice – sono bravi ragazzi e soprattutto ragazzi bravi. In gamba, studiosi, beneducati. Sa, tutta la retorica sui “bamboccioni”, sui giovani svogliati? Macché. I giovani hanno voglia e bisogno di lavorare. Serve un cambiamento di rotta».



