MERANO. La Lav ha chiesto la verifica di tutti gli atti per accertare le cause della morte di Perfect Gentleman - purosangue irlandese - durante l’edizione del Gran Premio Merano di domenica scorsa. Il cavallo, montato dal mitico fantino Ruby Walsh, era rimasto vittima di una caduta al talus che gli ha procurato un trauma, purtroppo irreversibile, alla colonna. Una brevissima agonia e poi subito la morte. Di cui il nostro giornale ha dato notizia nei giorni scorsi.

«Dopo il Palio di Asti un altro incidente mortale per un cavallo: è morto nell'indifferenza di tutti il cavallo Perfect Gentleman. Il gran premio di Merano, per gli addetti ai lavori, rappresenta il fiore all'occhiello per l'ippodromo meranese. Infatti l'evento viene pubblicizzato da televisioni e giornali come un evento imperdibile, quest'anno hanno partecipato con un’esibizione anche i carabinieri a cavallo. Come successo ad Asti, si è cercato di minimizzare se non nascondere la notizia dell'accaduto, ovviamente la morte di un essere vivente usato come strumento di divertimento e di guadagno da parte degli organizzatori, non poteva rovinare la giornata di festa», afferma Eros Torbol, responsabile della Lav Bolzano.

«Merano non è nuovo a incidenti mortali durante le corse, ma probabilmente per chi organizza e per i proprietari esiste sono una parola " the show must go on”. Tristemente, sul sito dell’ippodromo, Perfect Gentleman non è altro che un cavallo finito tra i perdenti, e nessuna parola è stata spesa per la sua morte», ancora Torbol.

«I cavalli da corsa entrano nelle competizioni all'età di due anni, sono utilizzati per un massimo di tre stagioni e poi, se non sono macellabili, finiscono nel circuito delle manifestazioni “storiche” come palii e giostre, degli sport equestri, dei maneggi e talvolta rischiano anche di finire nel circuito delle corse clandestine gestite dalla criminalità organizzata nel sud Italia. L’ippica è ormai un giro di sfruttamento che non produce neppure introiti sufficienti di autosostentamento con le scommesse, ormai limitate al 2,4% del totale delle scommesse italiane. Intanto però vediamo denaro pubblico destinato a mantenerlo in un momento di grave crisi economica generale», sostengono gli animalisti. Per la tragedia di Merano conclude la Lav «procederemo ad un accesso agli atti per verificare la correttezza delle misure di sicurezza della gara, ribadendo che l’unica vera soluzione è la sospensione dei fondi pubblici e la fine di un’attività che viene presentata come nobile, mentre genera al contrario la sofferenza e come in questo caso la morte di animali che non hanno certamente scelto di gareggiare». (e.d.)