BOLZANO. Il sindaco Luigi Spagnolli ha un mese a disposizione da ieri per costruire la propria giunta. Scaduto il termine, scatta il commissariamento. Il sindaco di Trento Alessandro Andreatta, eletto al primo turno, ce l’ha fatta in diciassette giorni: ieri ha presentato la giunta con sette assessori. Spagnolli ieri sera ha incontrato il gruppo consiliare del Pd (Randi, Repetto, Bonagura, Franch, Pasquali e Baratta). Il Pd ha deciso che le trattative per la maggioranza potranno riguardare solo gli ecosociali. Nessun incontro ufficiale c’è ancora stato. Il piano B, escluso però dal Pd, riguarderebbe una apertura verso il centrodestra, in particolare la Lega, con l’uscita di alcuni consiglieri dai gruppi ufficiali. Spagnolli nei giorni scorsi ha contattato Angelo Gennaccaro, suo avversario al primo turno, per una chiacchierata: Nicol Mastella è la candidata eletta nella lista di Gennaccaro. A sorpresa, segnali arrivano spontaneamente dal centrodestra. Enrico Lillo (Forza Italia, due eletti) dichiara: «Spagnolli dovrà parlare con noi, al di là della maggioranza che costruirà, se cerca un consiglio comunale più collaborativo su progetti su cui abbiamo la medesima visione, da Benko all’areale ferroviario al progetto Podini di via Galilei ai quartieri, in cui con Alessandro Urzì abbiamo dimostrato di essere molto più presenti». Esplicito anche Carlo Vettori, già candidato sindaco della Lega, che entra in consiglio con un forte gruppo di cinque consiglieri. Così Vettori in questa intervista.

È stato contattato per un suo appoggio alla maggioranza, uscendo dalla Lega?

«No».

Qualche “responsabile” potrebbe spuntare dal suo gruppo?

«Non credo. Mi dicono di non essere stati contattati ed escludo sorprese negative dai miei colleghi. Tra l’altro, abbiamo firmato il documento sul vincolo di appartenenza al gruppo del Carroccio. Siamo tutti belli inquadrati. Militarizzati, direi. Ci interessa lavorare in gruppo, perché in cinque siamo forti e possiamo lavorare meglio contro gli ecosociali. Sentiamo il polso della città. I bolzanini dicono no ad altri cinque anni di governo degli ecosociali, che continuerebbero a bloccare Bolzano».

Sta dicendo che come Lega siete interessati a parlare con Spagnolli come alternativa agli ecosociali per la maggioranza?

«È benvenuto chiunque voglia appoggiare i nostri punti di programma, perché mirano a una città migliore. Buone idee le abbiamo lette nei programmi anche di altri schieramenti, tranne gli ecosociali che parlano solo di Benko e inceneritore. Bolzano deve darsi una scossa».

La Svp dice che non intende parlare con la Lega, a Bolzano come a Laives. La Lega di Salvini non è la Lega di Maroni, sostengono Achammer e Kompatscher.

«Salvini sta a Milano e a Bruxelles. Noi siamo la Lega di Bolzano, un partito autonomista con cui la Svp ha più possibilità di dialogo rispetto alla sinistra».

Di opposizione o no, con i vostri cinque seggi avrete un peso in consiglio comunale. Come volete essere?

«Come si è capito, non siamo per il no a prescindere in stile Movimento 5 Stelle. Siamo disposti a votare provvedimenti importanti che condividiamo. Porteremo avanti temi come la modifica del sistema di raccolta dei rifiuti, il miglioramento del traffico con provvedimenti di buon senso a costo zero come la riapertura di viale Trento e via Claudia Augusta. Facciamo questo, nell’attesa dell’arrivo dei fondi per i mega progetti. Il tema per eccellenza resta la sicurezza. Visto che Spagnolli ha ammesso i suoi errori su questa emergenza, venga a parlare con noi, che siamo esperti».

Insomma, porta aperta.

«Non lo cercheremo, ma siamo qui. In consiglio comunale sono entrati molti giovani, il nostro gruppo ne è un esempio. Abbiamo visto la parte più brutta della politica e sappiamo che la contrapposizione tra blocchi non funziona».

Cosa pensa di Spagnolli?

«Dopo dieci anni la sua corsa doveva finire. Ma è stato eletto ed è con lui che si dovranno fare i conti».

La Lega all’inizio pensava a una alleanza per le comunali con i Freiheitlichen. Pensate di avere ricevuto voti dalla destra tedesca?

«È così di sicuro. Oltre a questo, faccio parte della associazione “Amici sudtirolesi del popolo Afrikaaner”, che ha dato indicazione di voto per me». Cosa c’entrano gli Afrikaaner? L’apartheid sudafricano porta la loro responsabilità.

«Con il progetto Orania la nostra associazione punta a esportare il modello della autonomia per gli Afrikaaner in un’area del Sudafrica».

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