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BOLZANO. Salvini dixit. Il 4 dicembre il leader della Lega, passeggiando tra i banchi del Mercatino di Natale, annunciò: «Penso a un centrodestra unito e nuovo». Alle politiche e alle provinciali. Massimo Bessone, neo commissario provinciale di fedeltà salviniana, quella volta tentennava: «Vediamo. Aspettiamo. Preferirei la corsa da soli». Un mese dopo è tutto chiaro. «Milano dice che alle politiche del 4 marzo faremo l’alleanza con Forza Italia e Fratelli d’Italia. Se deve essere così, sarà così», dice Bessone, che si è organizzato mentalmente: «Nei prossimi giorni contatterò i referenti di Forza Italia e Fratelli d’Italia, bisogna iniziare a parlare».
La Lega si sta riorganizzando in Alto Adige dopo la lunga stagione del commissariamento di Maurizio Fugatti. I numeri sono bassi da molti anni, ma alle ultime comunali ha iniziato a risalire la china. Alle politiche del febbraio 2013 nelle elezioni per la Camera la Lega, alleata con il Pdl, ottenne lo 0,9% in Alto Adige e l’1,7% a Bolzano. Nel collegio senatoriale Bolzano-Laives, il più interessante per il gruppo italiano, la Lega e il Pdl sostennero Mario Tagnin, che ottenne il 12,5%.
Alle provinciali dell’ottobre 2013 la lista unica di Forza Alto Adige di Michaela Biancofiore, Team A di Elena Artioli e la Lega ottenne il 2,5%, eleggendo Elena Artioli.
Ma ecco che nel maggio 2016 alle comunali di Bolzano la Lega ottiene 5 consiglieri con l’11,1%, il risultato migliore di sempre. L’altro successo va in scena a Laives, un assessore e 3 consiglieri. Eletti anche nei consigli comunali di Vipiteno, Bressanone, Merano, Salorno e Ora. Attualmente in regione c’è un solo deputato leghista, si tratta del senatore Sergio Divina, in rapporti freddi con gli attuali vertici. Il candidato che si annuncia più forte, con maggiori possibilità di elezione, è Maurizio Fugatti, già deputato e oggi consigliere provinciale a Trento, che verrà probabilmente candidato nel listino proporzionale regionale della Lega e nel collegio uninominale della Valsugana (sempre per la Camera). Su tutto il resto la Lega se la gioca. Abbiamo sentito Bessone sulle strategie per l’Alto Adige.
Lei avrebbe preferito la corsa in solitaria della Lega. Dovrà trattare alleanze.
«A me piace combattere fino in fondo per ciò in cui credo. Stringere accordi significa smussare, mediare. Dall’altro lato voglio cambiare questo Paese. Per farlo, bisogna andare al governo e da soli non ce la facciamo. Quindi, avanti con le alleanze fattibili, senza svenderci».
La Lega è stata al governo.
«Troppo piccoli. Eravamo le comparse di Berlusconi. Adesso i sondaggi dicono che siamo alla pari».
Un conto è dire «tratteremo» con Forza Italia e Fratelli d’Italia. Un altro conto mettere allo stesso tavolo i referenti locali, Michaela Biancofiore e Alessandro Urzì.
«Mi ero talmente stancato del loro accusarsi reciprocamente, che in novembre a Bronzolo ho sfilato la Lega dalle comunali. Ma adesso si parla dell’Italia, non di Bronzolo. Michaela e Alessandro sono persone intelligenti, che stimo. Hanno promesso che dialogheranno e mi fido.
Secondo Michaela Biancofiore l’accordo nazionale prevede il 40% dei collegi uninominali per Fi, il 40% per la Lega e il 20% per FdI.
«Plausibile. Non credo che sia così facile eleggere in deputato o un senatore in Alto Adige, ma farò di tutto per portare più voti possibile alla Lega, per rafforzare Salvini».
Sta dicendo che nel collegio Bolzano-Bassa Atesina non ci proverete neppure?
«Provarci bisogna. Punto ad avere un nostro candidato sulla Camera o sul Senato nel collegio di Bolzano».
Il profilo?
«Qualcuno che piaccia, che abbia dimostrato di raccogliere molti voti, qualcuno di collaudato».
Non pensa dunque all’effetto sorpresa di un candidato preso dall’esterno, d’accordo con gli alleati?
«Tendenzialmente preferirei uno dei nostri».
Imposterete la campagna sull’allarme stranieri?
«Sono un moderato, ma ritengo che questo sia il nostro problema principale, anche a Bolzano. Poi c’è il tutto il programma di Salvini, che va benissimo».
Nel gruppo di Bolzano c’è maretta.
«Abbiamo avuto per molti anni il commissario. È naturale che quando uno di noi viene premiato, come è successo con me, altri ci restino male. Ma non abbiamo dissidi profondi. Una persona come Carlo Vettori, già candidato sindaco, si aspettava forse qualcosa, lo capisco. Se ti impegni, prima o poi il tuo momento arriva».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La Lega si sta riorganizzando in Alto Adige dopo la lunga stagione del commissariamento di Maurizio Fugatti. I numeri sono bassi da molti anni, ma alle ultime comunali ha iniziato a risalire la china. Alle politiche del febbraio 2013 nelle elezioni per la Camera la Lega, alleata con il Pdl, ottenne lo 0,9% in Alto Adige e l’1,7% a Bolzano. Nel collegio senatoriale Bolzano-Laives, il più interessante per il gruppo italiano, la Lega e il Pdl sostennero Mario Tagnin, che ottenne il 12,5%.
Alle provinciali dell’ottobre 2013 la lista unica di Forza Alto Adige di Michaela Biancofiore, Team A di Elena Artioli e la Lega ottenne il 2,5%, eleggendo Elena Artioli.
Ma ecco che nel maggio 2016 alle comunali di Bolzano la Lega ottiene 5 consiglieri con l’11,1%, il risultato migliore di sempre. L’altro successo va in scena a Laives, un assessore e 3 consiglieri. Eletti anche nei consigli comunali di Vipiteno, Bressanone, Merano, Salorno e Ora. Attualmente in regione c’è un solo deputato leghista, si tratta del senatore Sergio Divina, in rapporti freddi con gli attuali vertici. Il candidato che si annuncia più forte, con maggiori possibilità di elezione, è Maurizio Fugatti, già deputato e oggi consigliere provinciale a Trento, che verrà probabilmente candidato nel listino proporzionale regionale della Lega e nel collegio uninominale della Valsugana (sempre per la Camera). Su tutto il resto la Lega se la gioca. Abbiamo sentito Bessone sulle strategie per l’Alto Adige.
Lei avrebbe preferito la corsa in solitaria della Lega. Dovrà trattare alleanze.
«A me piace combattere fino in fondo per ciò in cui credo. Stringere accordi significa smussare, mediare. Dall’altro lato voglio cambiare questo Paese. Per farlo, bisogna andare al governo e da soli non ce la facciamo. Quindi, avanti con le alleanze fattibili, senza svenderci».
La Lega è stata al governo.
«Troppo piccoli. Eravamo le comparse di Berlusconi. Adesso i sondaggi dicono che siamo alla pari».
Un conto è dire «tratteremo» con Forza Italia e Fratelli d’Italia. Un altro conto mettere allo stesso tavolo i referenti locali, Michaela Biancofiore e Alessandro Urzì.
«Mi ero talmente stancato del loro accusarsi reciprocamente, che in novembre a Bronzolo ho sfilato la Lega dalle comunali. Ma adesso si parla dell’Italia, non di Bronzolo. Michaela e Alessandro sono persone intelligenti, che stimo. Hanno promesso che dialogheranno e mi fido.
Secondo Michaela Biancofiore l’accordo nazionale prevede il 40% dei collegi uninominali per Fi, il 40% per la Lega e il 20% per FdI.
«Plausibile. Non credo che sia così facile eleggere in deputato o un senatore in Alto Adige, ma farò di tutto per portare più voti possibile alla Lega, per rafforzare Salvini».
Sta dicendo che nel collegio Bolzano-Bassa Atesina non ci proverete neppure?
«Provarci bisogna. Punto ad avere un nostro candidato sulla Camera o sul Senato nel collegio di Bolzano».
Il profilo?
«Qualcuno che piaccia, che abbia dimostrato di raccogliere molti voti, qualcuno di collaudato».
Non pensa dunque all’effetto sorpresa di un candidato preso dall’esterno, d’accordo con gli alleati?
«Tendenzialmente preferirei uno dei nostri».
Imposterete la campagna sull’allarme stranieri?
«Sono un moderato, ma ritengo che questo sia il nostro problema principale, anche a Bolzano. Poi c’è il tutto il programma di Salvini, che va benissimo».
Nel gruppo di Bolzano c’è maretta.
«Abbiamo avuto per molti anni il commissario. È naturale che quando uno di noi viene premiato, come è successo con me, altri ci restino male. Ma non abbiamo dissidi profondi. Una persona come Carlo Vettori, già candidato sindaco, si aspettava forse qualcosa, lo capisco. Se ti impegni, prima o poi il tuo momento arriva».
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