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BOLZANO. A stretto giro di posta arriva su Facebook la risposta di Alessandro Urzì al sindaco Luigi Spagnolli. Nella sua lettera il rappresentante di Alto Adige nel Cuore si riferisce a parole vuote, ordinanze anti accattonaggio e un migliore utilizzo degli uomini della polizia municipale.
La risposta di Urzì
Gentile vicina di casa, egregio vicino di casa, ho letto solo qualche istante fa la lettera aperta del sindaco di Bolzano Spagnolli che allegherò qui sotto. La allego perché non ho paura delle idee altrui. Quando ci sono.
Invece l’ho letta e riletta e la ho ritenuta lo stanco rituale di un sindaco spossato dai suoi dieci anni di signoraggio su Bolzano, incapace di esprimere altro se non irrisione verso gli avversari. Troppo poco per farne il sindaco di tutti.
Troppo facile anche dispiacersi perché i bolzanini si sono sentiti presi in giro dalla proposta di essere dotati di fischietti rossi per rispondere alla loro angoscia di essere svaligiati, nelle proprie case, o aggrediti per strada come è successo solo qualche giorno fa sulle passeggiate, in piazza Erbe, in piazza Verdi. Fatti, non paure.
Ma ho soprattutto trovato la lettera di Spagnolli come troppo spesso è accaduto vuota di contenuti. Chiacchiere buoniste, solo chiacchiere e nessun fatto.
Io intendo impegnarmi invece per destinare i servizi della polizia municipale al controllo del territorio. Meno contravvenzioni ai bolzanini onesti per eccesso di 4 chilometri sui limiti assurdi di velocità ai 40 chilometri all’ora in città e più ronde di giorno e soprattutto di notte. Ho già pronta la mia ordinanza firmata simbolicamente l’altro giorno con i leader di partiti della Coalizione che mi ha sostenuto per il divieto di accattonaggio in città.
Sono convinto che fu un errore quando Spagnolli accettò (senza nemmeno votare contro, astenendosi in silenzio e chinando la testa) la riduzione da parte del Consorzio dei Comuni e dalla Provincia di 13 milioni di euro del bilancio di Bolzano, milioni assegnati ai paesi della periferia. A Bolzano è stato tolto il 21% del suo bilancio, Lauregno per fare un esempio, ha guadagnato il 250% in più. Vanno rivisti questi criteri perché meno soldi corrispondono a tagli dei servizi sociali e tariffe sui servizi comunali non accettabili.
Vanno ricontrattati questi accordi subiti da Bolzano perché Bolzano respira i fumi del termovalorizzatore che brucia i rifiuti di tutta la provincia, ed accoglie ogni giorno migliaia di pendolari e il loro traffico subendone il costo, ma non ottiene nulla in cambio. E non è giusto. Ma bisogna avere anche il coraggio di dirlo, alla Provincia, Signor Sindaco! Perché se a Bolzano rimane la ricchezza dell’energia e del calore prodotti dal termovalorizzatore potremo anche ridurre le tariffe dell’asporto rifiuti e delle nostre utenze elettriche. Bisogna volerlo.
Signor Sindaco concretezza, ci vuole, non parole vuote.
E’ la prima volta che Lei dimostra paura. Va bene così. Lo sapevamo di essere sulla strada giusta.
Un abbraccio alla mia Città.
Alessandro Urzì


