Conferenza internazionale su «Italia, Austria e Russia nella Grande Guerra: la memoria tirolese». Organizza il Centro russo Borodina di Merano e il Centro della gloria nazionale di Mosca, dopodomani 21 giugno ed ilo 22 giugno al Pavillon des Fleurs di Merano.

La Prima Guerra Mondiale è diventata, per molti aspetti, un punto di cesura sia nella storia mondiale che nella storia europea. Non è affatto casuale - diffusa l’opinione - che il Ventesimo secolo sia cominciato per l’Umanità assieme alle cannonate dell’artiglieria sui fronti di quella guerra che in seguito sarà chiamata Grande.

Per questo motivo la memoria di questa guerra è da sempre custodita con particolare cura e non solo nei Paesi che avevano fatto parte di questo conflitto, ma anche nei Paesi che avevano mantenuto la loro neutralità. In Russia questa guerra viene raffigurata, in seguito all’instaurazione dell’ideologia marxista-leninista dopo l’ottobre del 1917, come una guerra imperialista, in altre parole, lontana dalla causa di difesa della Patria nonché dagli interessi delle vaste masse popolari.

In questa ottica, estremamente negativa, l’essenza della Prima Guerra Mondiale viene ridotta alla vittoria della rivoluzione socialista in Russia, mentre rimangono trascurate le pesanti conseguenze dell’“osceno” Patto di Brest, imposto alla Russia nel marzo del 1918. Come seguito di questo ragionamento ideologico la storia della Grande Guerra, diventata per i popoli del nostro Paese la Seconda Guerra Patriottica, è stata letteralmente cancellata dalla memoria dei cittadini russi per lunghi decenni.

Negli ultimi decenni gli storici professionisti, i gruppi di ricerca indipendenti e i rappresentanti dei club storico-militari si sono impegnati attivamente nella formazione di un punto di vista oggettivo inerente alle questioni sulla storia della Prima Guerra Mondiale e sul ruolo svolto in questa guerra dalla Russia alla luce dei destini dell’Europa e di tutto il mondo.

Per gli storici russi e naturalmente per i loro colleghi assume un significato particolare, per una visione internazionale, l’elaborazione di una concezione, scientifica e bilanciata, nell’approccio alla conservazione della memoria paneuropea della Prima Guerra Mondiale, in grado di comprendere anche la ricostruzione della giustizia storica riguardo all’apporto straordinario della Russia nella vittoria dei Paesi uniti come Triplice intesa sugli imperi centrali.

Nella prima sessione tematica saranno analizzati i problemi più attuali e importanti, legati alle origini della Prima Guerra Mondiale, alla sua storia e alle sue conseguenze. Le questioni nodali, nel contesto della conferenza, a nostro avviso sono: il crollo dell’Unione dei tre imperi e le sue conseguenze per le relazioni austro-ungariche, le relazioni tra la Russia e gli Stati della Triplice Intesa, le soluzioni della questione balcanica all’interno delle relazioni tra Vienna e San Pietroburgo, nonché i fattori che hanno definito l’avvicinamento russo-italiano. Di enorme importanza può diventare l’eventuale discussione sulla crisi del 1914 alla luce della presenza o assenza di un’alternativa alla guerra: ciò permetterebbe di chiarire quando, come e perché le dinastie dei Romanov e degli Asburgo siano diventati, in un certo senso, degli ostaggi della politica estera serba.

Un tema di ulteriore importanza per questa sessione sarà lo studio sullo stato delle società russa, austro-ungarica e italiana alla vigilia della guerra. Un ruolo particolare, nella sessione, avrà l’analisi della storiografia contemporanea e delle fonti inerenti agli eventi della Prima guerra mondiale in Russia, Italia, Austria e in altri Paese-partecipanti al primo conflitto mondiale in vista delcentenario (2014) dell’inizio di questa guerra.

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