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BOLZANO. Ha un anno di vita ed è già senza soldi. La Neuroriabilitazione partita il 12 settembre del 2013 al quarto piano dell’ospedale di Vipiteno, si è impantanata. Mancano i finanziamenti per il personale specializzato senza il quale non si può aprire il reparto di monitoraggio per i pazienti che arrivano dalla Rianimazione e dalla Terapia intensiva. Manca il denaro per la ricerca: erano stati promessi 250 mila euro l’anno per ottenere il riconoscimento di Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs), ma non si è visto nulla. E manca pure l’informatizzazione. Insomma il Centro d’eccellenza per la cura dei pazienti cerebrolesi (ictus, trauma cranico, ipossia ecc.) - voluto con forza dall’ex presidente Durnwalder, dall’ex assessore alla sanità Theiner e creato da Florian Zerzer - vive un momento di calma piatta.
Il professor Leopold Saltuari arrivato dalla Riabilitazione neurologica nell'ospedale di Hochzirl dell'Azienda sanitaria Tilak del Land Tirol, nominato dall’Asl direttore scientifico a Vipiteno - ed il primario Gertraud Gisser, allargano le braccia: «Non ci è stato comunicato più nulla. Siamo in attesa di sapere come evolverà la situazione. Speriamo, ovviamente, che i finanziamenti arrivino».
I tempi non sono certo i migliori.
L’inaugurazione: un anno fa
«Il percorso per la realizzazione della Neuroriabilitazione di Vipiteno non è stato facile, in molte occasioni è stata messa in dubbio sia la necessità di istituire una tale struttura in Alto Adige che la sua ubicazione». Parole molto chiare che compaiono nel comunicato con il quale un anno fa l’Asl dava il via alle danze. «Con il 12 settembre 2013 è ufficialmente partita l'attività di questo nuovo reparto. I responsabili politici, così come i vertici dell'Azienda sanitaria dell'Alto Adige, si ritengono soddisfatti dell'esito del progetto. Con l'apertura della nuova struttura all'ospedale di Vipiteno è stato attribuito un profilo nuovo e specifico, che riteniamo essere fondamentale sia per la struttura ospedaliera che per il territorio circostante».
Asl: gli obiettivi non rispettati.
Nello stesso comunicato - l’Asl sempre un anno fa - stilava anche la tabella di marcia, che non è stata rispettata: «Il reparto di degenza si compone attualmente di 15 posti letto che, a breve, saliranno a 23».
Saltuari e Gisser spiegano che effettivamente quest’autunno il numero avrebbe dovuto salire a 23 con l’apertura del reparto di monitoraggio per pazienti che arrivano dalla Rianimazione e dalla Terapia intensiva: «Abbiamo la sala pronta con tanto di letti e macchinari ma mancano i 9 infermieri specializzati più un tecnico scientifico che servirebbero a farlo funzionare 24 ore su 24». Un danno perchè prima la Neuroriabilitazione prende in cura il paziente, più lo aiuta.
Ricerca, la promessa mancata.
Altro obiettivo mancato: la ricerca. «L'annessa struttura per la ricerca scientifica in ambito Neuroriabilitativo di Vipiteno - scriveva l’Asl - ha già da qualche tempo iniziato la propria attività con l'obiettivo di ottenere il riconoscimento quale Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs)». «Ecco appunto, spiega Saltuari, non abbiamo mai visto nulla. E così non si fa. Sono stato chiamato soprattutto per fare ricerca clinica e se non sarà così non vedo quale possa essere il mio ruolo». Il professore che a Vipiteno svolge un duplice ruolo di consulente nella gestione clinica del reparto e di direttore scientifico del Centro di ricerca, pone un interrogativo per nulla trascurabile e minaccia di lasciare: «La Stocker mi deve dire solo “sì” o “no”. Se vogliono fare ricerca io sarò felicissimo di stare qui, ma se non ci saranno i finanziamenti - ricordo che la delibera parlava di 250 mila euro l’anno - e la ricerca resta solo un gran bel sogno... allora me ne vado anche se qui sto bene. Tra il resto abbiamo precise convenzioni con Pavia, Verona, Venezia ecc. che avevano già selezionati i colleghi da mandarci e tutto è rimasto immobile senza che nessuno dall’Asl ci facesse sapere nulla. Professionalmente sto facendo anche delle gran brutte figure».
Sette ospedali, debito enorme.
Saltuari e Gisser spiegano che la sanità altoatesina deve avere coraggio. «Siamo partiti un anno fa pensando che Vipiteno potesse fungere da polo accentratore senza togliere nulla a nessuno, puntavamo a formare il personale che lavora negli altri Comprensori per poter seguire meglio il paziente quando torna a casa, ma tutto questo non sta succedendo. La frammentazione del lavoro è esagerata». Saltuari spiega che in Austria alcuni ospedali sono stati riconvertiti e superspecializzati ed ha funzionato: «A Hochzirl, per esempio, è successo questo. E sta andando alla perfezione ma lì sono andati fino in fondo. L’idea della politica altoatesina era ottima: prendere alcune strutture e superspecializzarle nella cura di determinate patologie. Ma bisogna avere il coraggio di agire in questo senso».
La rivoluzione rinviata. La rivoluzione della sanità che la Stocker aveva promesso per l’11 settembre slitta al 25.
Si suppone stiano litigando e pure parecchio. Vedremo cosa ne sarà dei sette ospedali intoccabili (perchè insostituibile bacino di voti), di una sanità che costa ogni anno 1 miliardo e 300 milioni, che si porta dietro un buco di 40 milioni e che, cosa più grave, non riesce a mantenere le promesse.
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