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MERANO. La nuova alba del cinema Ariston è incoraggiante. A un mese dalla riapertura, ovvero con il ritorno di un grande schermo in città, cifre e sensazioni dicono che si è partiti con il piede giusto. «I tempi sono prematuri per tracciare un bilancio significativo - commenta Andrea Abolis, coordinatore della struttura - ma considerate le circostanze possiamo dire che la proposta è stata apprezzata e i numeri sono confortanti».
Quando parla di circostanze, si riferisce al “tour de force” che il Filmclub, gestore dell’impianto, ha compiuto per allestire la sala in poche settimane in modo da inaugurare il progetto prima di Natale. Quanto ai numeri, la media per spettacolo è fra sessanta e settanta spettatori. Ma sono necessarie delle riflessioni per inquadrare la situazione.
«In primo luogo - continua Abolis, che è anche vicepresidente del Filmclub - il fatto di essere giunti all’apertura pigiando forte sull’acceleratore non ci ha permesso di comunicare capillarmente l’iniziativa. Anche la programmazione, che al momento viene aggiornata di settimana in settimana anziché a medio-lungo termine, non facilita la gestione. Ma al momento i canali della distribuzione e le caratteristiche d’uso di questa sala non ci consentono di agire in altro modo. Lavoriamo affinché in futuro si possa comunicare la programmazione con maggiore preavviso e avviare una campagna informativa più efficace».
L’Ariston, per sua natura, può infatti garantire la proiezione di un numero ristretto di film: la sala è unica, si può utilizzare quattro giorni la settimana per permettere una sana convivenza con la scuola (il locale è aula magna dell’istituto Kafka), c’è la necessità di equilibrare le proiezioni nelle due lingue e si vuole accontentare una fascia di pubblico più ampia possibile. Con queste condizioni la distribuzione difficilmente può dare particolari garanzie, spiega Abolis mentre sbriga pratiche seduto al botteghino del cinema.
È mattina inoltrata e tanta gente, nella frequentata galleria Ariston, si ferma davanti all’ingresso per verificare i film in cartellone nei prossimi giorni, qualcuno entra a chiedere informazioni. Sintomo che la voglia di cinema a Merano c’era davvero. Le proiezioni di Filmclub, Associnema e Cineclub, ma anche Mairania 857 e altre associazioni, dalla chiusura dell’Apollo nel 2009 (succeduta di qualche anno a quella dell’Odeon) avevano in qualche modo sopperito alla mancanza di una sala vera e propria, tuttavia in locali nati con diversa destinazione da quella di cinema.
Nell’ultimo anno, però, il passaggio al digitale aveva pressoché azzerato i film sul grande schermo in città. «Il territorio per ora sta rispondendo bene. Entrambi i gruppi linguistici partecipano in egual misura. Ci sono alti e bassi, come è naturale in una situazione di questo tipo, con un mix di proposte assai vario e proiezioni limitate. Il top è stato raggiunto con “Honig im Kopf” di Til Schweiger: oltre seicento spettatori in un weekend, il sabato tutto esaurito».
Cifre e sensazioni incoraggianti, si diceva appunto. Cifre che, grazie ai contributi che Comune, Burgraviato e Provincia si sono impegnati a riconoscere per lo start-up, credendo nel valore socio-culturale dell’iniziativa, rendono in questa fase sostenibile il progetto. Per il futuro si vedrà in corso d’opera: il film è appena all’inizio.
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