La festa della donna? Ha due volti. Entrambi brutti. Il primo è quello di Kevin Montolli, il ragazzo che ha ucciso una donna e che ha avuto un ulteriore sconto di pena. Sintesi spietata: se uccidi una donna te la cavi con dodici anni. Si accettano smentite.

Il secondo volto è quello dei nostri consiglieri provinciali e regionali. Manco Pilato avrebbe infatti potuto uscire dall’aula del Consiglio regionale con un tale “omaggio”: stop al disegno di legge sulle quote rosa; mesi di dibattiti e di rivendicazioni alle ortiche; rimpallo di responsabilità; pigrizia mentale e politica; maggioranza distratta; confronto inesistente.

Alle quote rosa si può certamente applicare la formula (cara a Kompatscher) che Churchill usava per la democrazia: «è la peggior forma di governo - disse -, eccezion fatta per tutte quelle forme che si sono sperimentate fino ad ora». Traducendo: se non c’è altro modo per dare alle donne un reale diritto di cittadinanza in politica (e in fondo nella società, che spesso dalla politica è disegnata), introduciamo le quote rose e rendiamo sostanzialmente obbligatorio il voto alle donne. Su questo giornale, Francesco Palermo scrisse che a volte bisogna usare il bulldozer per cambiare le cose, a patto che poi lo si riponga in garage. Ebbene, per la legge sulle preferenze di genere non solo non è stato usato il bulldozer, ma i nostri consiglieri regionali hanno preferito starsene direttamente in garage: meglio non decidere, come sempre. Meglio non dover dare spiegazioni. Cronache da un mondo che non sembra far parte di questo pianeta. Qui non si partorisce nemmeno un topolino, mentre nel resto d’Italia (dove non c’è l’autonomia, per intenderci) si sono già dati la più semplice delle regole: la prima preferenza sulla scheda elettorale va a chi vuoi, la seconda- quando e se si esprime, ovviamente - deve andare ad un esponente dell’altro genere. Troppo semplice per i partiti d’opposizione; troppo scontato per chi boicotta da sempre l’idea; troppo facile per una maggioranza che è evaporata. Che pena. Buon 8 marzo...