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BOLZANO. La polizia di Santo Domingo ha identificato il presunto assassino di Hubert Perathoner: Juan Carlos, un musicista del posto, è l'uomo che condivide con Clarissa l'indirizzo su Facebook. La polizia lo sta cercando per capire se è coinvolto nell'omicidio avvenuto a metà ottobre. Gli investigatori di Santo Domingo hanno richiesto tutto il materiale in mano agli inquirenti della squadra mobile di Bolzano per identificare i due presunti assassini di Hubert Perathoner, l'altoatesino di 45 anni di Castelrotto ucciso il 18 ottobre subito dopo essere atterrato sull'isola caraibica. Ma cosa hanno in mano gli inquirenti? Dall'autopsia è emerso che Hubert si è difeso prima di essere colpito alla testa con un machete. L'arma, larga ben sedici centimetri, è stata trovata a venti metri dal corpo dell'altoatesino. Il colpo mortale ha provocato l'amputazione dell'orecchio destro. La vittima è deceduta praticamente sul colpo. Punto. L'anatomopatologo non ha aggiunto altro al suo rapporto. Tanto nella zona di Imbert di morti se ne trovano tanti. Tutti collegati a guerre tra narcos. D'accordo che il corpo è quello di un «anglo», un americano, ma non ha documenti e nessuno verrà a rivendicarlo. Invece il corpo era quello di un «gringo», un europeo. Era il corpo di Hubert ed era arrivato a Santo Domingo poche ore prima. Dalle mail che si sono scambiati il 45enne e Clarissa e Juan Carlos sembra chiaro che la coppia aveva il compito di prelevarlo in aeroporto. Dalle mail emerge anche che Hubert conosceva bene entrambi: lui musicista in un gruppo musicale, lei invece l'aveva conosciuta nel 2009 durante un altro viaggio. La chiamava dolcemente «cuoricino della mia vita». Le aveva prestato circa 5 mila euro, viste le difficoltà economiche che la donna stava attraversando. Ma Clarissa non aveva più quel denaro. Non poteva più restituirlo. L'unica via d'uscita? Intestare metà appartamento della madre a nome dell'altoatesino. Dall'indagine è emerso anche questo. E' emerso che Hubert - che parlava cinque lingue - si era messo in contatto con un avvocato del posto. Insomma, voleva fare le cose per bene. E se non fosse stato possibile allora, con molta probabilità, sarebbe tornato dalle sue vacanze a mani vuote dicendosi di avere messo in conto di non rivedere mai più un centesimo dei soldi prestati. Ma a Santo Domingo 5 mila euro sono tanti, troppi. Non è immaginabile che qualcuno ci rinunci senza fare troppe storie. E quindi 5 mila euro si trasformano in un movente. Se poi c'è anche una testimone che dice di avere visto la coppia allora la situazione si fa sempre più seria. Nei due mesi che non si sapeva nulla di Hubert i fratelli Helmuth e Markus avevano inserito su internet le foto del fratellino, chiedendo a chi l'avesse visto di mettersi in contatto con la famiglia Perathoner. Ed è lì che è spuntato il testimone: si tratta di una domenicana sposata con un bolzanino. La donna, infatti, è l'ultima che ha visto Hubert vivo. Via mail si è messa in contatto con i parenti del 45enne e ha spiegato che si trovava tra i passeggeri del volo. «Una volta atterrati - avrebbe spiegato la donna - ho chiesto a Hubert se aveva bisogno di un passaggio, ma lui mi ha solo detto: non ti preoccupare, mi devono venire a prendere degli amici. Poi l'ho rivisto mentre saliva in macchina con una coppia. Si è voltato e con la mano mi ha salutato. Poi l'auto si è allontanata». E qui la polizia perde le tracce dell'altoatesino. Il suo corpo verrà trovato tra i cespugli solo il giorno dopo. Ma con molta probabilità quello è stato l'ultimo viaggio di Hubert. Aveva prenotato una camera d'albergo. Ma alla reception confermano che l'europeo non si è mai presentato in albergo. Fine della storia. Un turista qualsiasi che all'ultimo momento ci ha ripensato. Questo il pensiero del personale. L'ambasciata italiana intanto continua a fare pressioni. Si conosce l'identità di Juan Carlos, così come la città dove lui e Clarissa vivono. Nel frattempo il console sta cercando di effettuare tutte le pratiche burocratiche per disseppellire il corpo. A Santo Domingo, infatti, a causa dei riti voodoo è proibito. Ma nel caso di Hubert si dovrebbe riuscire a fare un'eccezione. Intanto la famiglia attende di essere sentita dall'Interpol. .... .. Il 19 ottobre i quotidiani di Santo Domingo danno la notizia che a Puerto Plata sono stati trovati due corpi: il primo uomo indossa una camicia rossa e ha i tratti sudamericani, la seconda vittima è un bianco sui 40 anni, ucciso a colpi di machete. Sull'identità del secondo la polizia non ha indizi. I malviventi hanno portato via tutti i documenti. Hanno lasciato però l'orologio e dollari. Probabilmente si tratta dunque di un regolamento di conti tra narcos. Il pezzo si conclude dicendo che il colpo mortale ha provocato l'amputazione dell'orecchio destro e che il corpo è stato portato presso un istituto a Santiago. Per il cronista non c'è più nulla da dire. Neanche una pista da seguire. Di morti ne ha visti e ne continuerà a vedere tanti. Due mesi dopo, però, il caso verrà riaperto perché è Hubert. Ma questo ancora non si sapeva.
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