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BOLZANO. La Svp l’ha voluto fortemente, anzi l’ala sociale: l’edilizia abitativa torna a «casa» dopo oltre due decenni di assessori italiani. Si è insediata Waltraud Deeg, già ieri sul Renon per la consegna di nuovi appartamenti. Negli ultimi cinque anni l’insofferenza era diventata palese, con la battaglia di Helmuth Renzler (leader degli Arbeitnehmer) contro il disegno di legge sull’edilizia abitativa agevolata di Christian Tommasini, mai arrivata in aula. «Certo che abbiamo chiesto la delega, vogliamo che si muova qualcosa», dice Renzler. Il contrappeso all’assessorato italiano è stata la presidenza dell’Ipes, dal 1972 attribuita ad esponenti del gruppo tedesco. «Vi siete fatti sfilare l’assessorato, avete almeno ottenuto nelle trattative di giunta che il prossimo presidente dell’Ipes sia italiano?», così Sandro Repetto (Pd) ha sfidato la Lega in consiglio provinciale. La risposta è no. «Durante le trattative non abbiamo parlato della presidenza dell’Ipes», risponde l’assessore Massimo Bessone, «Ma il tema c’è. Chiederemo che la presidenza vada al gruppo italiano». Il tema non è all’ordine del giorno: l’attuale Cda è stato rinnovato nella primavera del 2018, con durata 36 mesi: il presidente è Heiner Schweigkofler, con Primo Schönsberg (vice) e Manuela Paulmichl. Il nuovo Cda andrà deciso tra due anni, ma la Svp un’idea se l’è fatta e parla di una conferma di Schweigkofler. «La presidenza a un italiano? È tutto da vedere», risponde Renzler, «La cosa importante è che l’Ipes abbia un presidente bravo e non di parte». Con quattro eletti, la Lega ha perso anche la vice presidenza vicaria (andata a Schuler), mentre la competenza sull’Ambiente di Giuliano Vettorato è limitata da quelle su urbanistica e tutela del paesaggio, in capo alla Svp.
Così Waltraud Deeg sulle prime mosse come assessora all’edilizia abitativa (il suo assessorato di punta comprende anche politiche sociali e famiglia).
Con l’assessorato assegnato alla Svp, il prossimo presidente dell’Ipes sarà del gruppo italiano?
«Non avrebbe senso dire di no. Serve una persona all’altezza. Schweigkofler si sta muovendo molto bene, puntare solo sul tema etnico non ha molto senso, o dico male?».
C’è una tradizione politica consolidata di contrappeso tra assessorato e presidenza.
«L’attuale presidente ha lavorato bene, si è bene inserito in questo ambito complicato? La continuità è importante. Tutti noi siamo qui per lavorare a vantaggio di tutti».
Quali saranno i suoi primi passi con l’Ipes?
«Faremo presto una clausura con Schweigkofler e i tecnici per fissare gli obiettivi. Bisogna velocizzare le procedure per la costruzione delle case e la consegna degli appartamenti, nuovi e ristrutturati. C’è anche il disegno di legge da riprendere in mano: mi voglio confrontare con le parti sociali per capire se il testo va modificato».
L’Ipes è una realtà forte nelle città, dove più marcato è il bisogno. O pensate che serva una presenza maggiore nelle periferie?
«Il tema è anche questo. L’abitare è un problema in città e nelle periferie. Oggi sul Renon abbiamo consegnato 78 appartamenti. Ho chiesto se così abbiamo estinto la graduatoria. No, ci sono ancora quaranta famiglie in attesa. Come assessora a Brunico mi sono confrontata con questo problema. D’altronde, se in certe aree di città e delle vallate un appartamento costa 8 mila euro al metro quadrato, è evidente che dobbiamo occupaci anche del ceto medio, non solo delle persone più in difficoltà».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Così Waltraud Deeg sulle prime mosse come assessora all’edilizia abitativa (il suo assessorato di punta comprende anche politiche sociali e famiglia).
Con l’assessorato assegnato alla Svp, il prossimo presidente dell’Ipes sarà del gruppo italiano?
«Non avrebbe senso dire di no. Serve una persona all’altezza. Schweigkofler si sta muovendo molto bene, puntare solo sul tema etnico non ha molto senso, o dico male?».
C’è una tradizione politica consolidata di contrappeso tra assessorato e presidenza.
«L’attuale presidente ha lavorato bene, si è bene inserito in questo ambito complicato? La continuità è importante. Tutti noi siamo qui per lavorare a vantaggio di tutti».
Quali saranno i suoi primi passi con l’Ipes?
«Faremo presto una clausura con Schweigkofler e i tecnici per fissare gli obiettivi. Bisogna velocizzare le procedure per la costruzione delle case e la consegna degli appartamenti, nuovi e ristrutturati. C’è anche il disegno di legge da riprendere in mano: mi voglio confrontare con le parti sociali per capire se il testo va modificato».
L’Ipes è una realtà forte nelle città, dove più marcato è il bisogno. O pensate che serva una presenza maggiore nelle periferie?
«Il tema è anche questo. L’abitare è un problema in città e nelle periferie. Oggi sul Renon abbiamo consegnato 78 appartamenti. Ho chiesto se così abbiamo estinto la graduatoria. No, ci sono ancora quaranta famiglie in attesa. Come assessora a Brunico mi sono confrontata con questo problema. D’altronde, se in certe aree di città e delle vallate un appartamento costa 8 mila euro al metro quadrato, è evidente che dobbiamo occupaci anche del ceto medio, non solo delle persone più in difficoltà».
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