BOLZANO. Tutto in poche ore: la Procura della Repubblica ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio a carico dell’assessore provinciale all’energia Michl Laimer e quest’ultimo, come aveva preannunciato, ha immediatamente dato le dimissioni da assessore provinciale. Assieme a Laimer la Procura vuole a processo anche l’ex direttore della «Sel spa» Maximilian Rainer. L’inchiesta è quella relativa alla concessione per la gestione della centrale elettrica di Sant’Antonio. La Provincia (nella persona dell’assessore Laimer) invece di essere arbitro della gara che vedeva concorrenti due soggetti, la Sel (a totale controllo provinciale) e la Eisackwerk srl (dell’imprenditore Helmuth Frasnelli) avrebbe favorito la prima, andando contro le stesse indicazioni fornite dai propri esperti dell’ufficio elettrificazione.

Le accuse. E’ quella di Michl Laimer la posizione processualmente più pesante. Per l’assessore dimissionario infatti la richiesta di rinvio a giudizio depositata ieri mattina dal procuratore Guido Rispoli riguarda i reati di abuso d’ufficio abuso d’ufficio aggravato e continuato, tentata concussione, rivelazione di segreto d’ufficio, falso ideologico in atto pubblico- Maximilian Rainer risponde degli stessi reati in concorso ad eccezione della tentata concussione. Tra le presunti parti lese figurano l’imprenditore Frasnelli, il commercialista Roland Rabanser (titolari della Obermarbach sas rispettivamente al 90 e al 10 per cento)e la Provincia autonoma di Bolzano. Rabanser è inserito tra le parti lese in relazione alla presunta ritorsione architettata per indurre la Eisakwerk srl a rinunciare alla gara per la centrale idroelettrica di Sant’Antonio. E’ questo il passaggio che ha portato alla contestazione della tentata concussione.

Il ricatto. In sostanza tra luglio e novembre 2009 l’assessore Laimer , abusando dei suoi poteri e delle sue funzioni, avrebbe fatto presente a Hellmuth Frasnelli che solo se avesse rinunciato ad una delle concessioni per le centrali di Rio Pusteria e di Sant’Antonio (per le quali la Eisakwerk srl era stata proposta come vincitrice dell’Ufficio elettrificazione della Provincia) avrebbe potuto ottenere l’esito favorevole della pratica relativa all’ampliamento della cava «Platari 2» in alta val Pusteria. Il progetto di ampiamento della cava di ghiaia aveva ottenuto il via libera da parte della commissione per la valutazione dell’impatto ambientale ma la giunta provinciale negò comunque l’autorizzazione.

La turbativa. Secondo la Procura della Repubblica, posto che Frasnelli non si piegò alla tentata concussione, l’assessore Laimer agì in collaborazione con l’allora direttore della Sel Maximilian Rainer per riuscire a ribaltare la proposta formulata a favore di Eisackwerk srl dall’ufficio elettrificazione della Provincia. L’assessore fece consegnare a Rainer (dunque ad uno dei concorrenti in gara) la relazione tecnica conclusiva dell’ufficio allo scopo di ottenere controdeduzioni sempre di carattere tecnico in base alle quali la giunta provinciale nella seduta del 30 dicembre 2009 dichiarò vincitore il progetto della Sel (che così conseguiva un indebito profitto patrimoniale.)

L’abuso. In concorso tra loro l’assessore dimissionario Laimer e l’ex direttore Rainer sono così accusati anche di abuso d’ufficio aggravato e continuato. Per la Procura Laimer (e Rainer in concorso) avrebbe agito in violazione di norme di legge riguardanti la procedura concorrenziale e dell’articolo 97 della Costituzione che impone l’obbligo di imparzialità dell’azione amministrativa. Un secondo episodio di abuso d’ufficio viene contestato ai due anche in relazione a sei disciplinari con cui il 24 giugno 2011 la giunta provinciale accettò condizioni favorevoli alla società «SE Hydropower srl» (proprietà 60 per cento Sel e 40 per cento Enel) ma notevolemente peggiorative per l’ente pubblico e la collettività, per la gestione delle centrali di Cardano, Bressanone, Sarentino, Lappago, Molini e Ponte Gardena. Anche in questo caso l’assessore Laimer sarebbe intervenuto in giunta per modificare il lavoro già svolto, sulla base di specifiche competenze, dall’Ufficio elettrificazione.

Il falso. Nel capo d’imputazione sia Laimer che Rainer debbono rispondere, in concorso tra loro, anche dell’accusa di falso ideologico avendo Laimer «attestato falsamente come da lui compiute» le valutazioni tecniche in base alle quali la giunta provinciale decise di assegnare la gestione della centrale idroelettrica di Sant’Antonio alla Sel attestando falsamente, tra l’altro, che il progetto della Sel «aveva un redimento complessivo più alto».

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