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Bolzano. La Zona via dai blocchi. Con anche gli euro 3 posti nelle condizioni di circolare liberamente. E' la proposta che arriva da Fratelli d'Italia a pochi giorni dall'avvio, il 1° di luglio, delle misure anti inquinamento.
La ragione?
"Si tratta di un quadrante urbano non assimilabile alla città abitata - dice Stefano Stagni, del circolo piccole imprese di FdI - in cui lavorano tanti artigiani strettamente legati al settore dell'automotive. Che gli diciamo? Che i loro clienti in possesso di un mezzo euro 3 non possono portarlo a riparare e loro, i tanti meccanici, elettrauto, ricambisti che operano in Zona, devono rinunciare a una buona fetta della loro clientela?".
Le segnalazioni
Stagni sostiene di aver ricevuto molte segnalazioni in proposito nelle ultime settimane.Per la ragione che il blocco, il quale è operativo tutti i giorni (tranne che nei week end ) dalle 7 alle 10 e dalle 16 alle 19, impedirebbe il normale lavoro di revisioni veicoli, di quelli in particolare che ne hanno più bisogno perché anziani.
Le visione di Galateo
"Pensiamo anche ai giri di prova delle auto, alla necessità di ricambi, di intense revisioni" aggiunge Marco Galateo, consigliere comunale di Fratelli d'Italia. Che offre, della questione, anche una visione più polemicamente politica: "La realtà è che il sindaco è sotto ricatto dalla Lorenzini. L'assessora ha più volte ribadito di volere una città senz'auto. Ma il suo, della Lorenzini, è nella sostanza un continuo attacco all'intero settore. E poi - aggiunge - ci sono altri metodi per indurre la gente a non usare la macchina e questo è sicuramente il più brutale". Ma, consigliere, e l'inquinamento? Le grandi strade ne soffrono tremendamente... "E allora incentiviamo l'uso del mezzo pubblico aumentando corse e mezzi e, nel caso, immettendo mini bus elettrici su corsie preferenziali. Offriamo un'alternativa. Senza contare che i colpiti da questa ordinanza sono le fasce più povere della popolazione". Che, secondo i tecnici, sarebbe divisa tra chi, mediamente, è orientato a cambiare la propria auto ogni 4/7 anni e chi, invece, gli anziani o i meno abbienti, è indotto a mantenerla in uso oltre i dieci anni. Galateo è stato uno dei promotori dell'"articolo 31" , la discussione avvenuta in consiglio durante la quale, secondo FdI sarebbe emerso che "gli euro 3, in fondo inquinano come i 5".
Niente blocco in periferia
Tornando alla proposta di liberare la Zona dal blocco, Stefano Stagni ha messo ieri in luce un particolare che indurrebbe a ripensare alle deroghe: "Il blocco tocca solo Bolzano. Non Appiano, Caldaro e dintorni. E non Laives o Ora, o Bronzolo, ad esempio che entrano spesso in Zona perché ne hanno bisogno. Ecco, una deroga al blocco in quel quadrante di Bolzano sud favorirebbe l'arrivo dei clienti e non penalizzerebbe i molti artigiani che lavorano proprio con le auto più vecchie che hanno bisogno di riparazioni".
«Filosofia sbagliata»
In conclusione: Zona esclusa dai blocchi, secondo la proposta FdI, mantenimento dei corridoi d'accesso anche dal centro città, e attenzione alle esigenze del settore automotive. Ma alla base, insiste , Marco Galateo, «c'è la netta contrarietà alla filosofia stessa del provvedimento». P.CA.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La ragione?
"Si tratta di un quadrante urbano non assimilabile alla città abitata - dice Stefano Stagni, del circolo piccole imprese di FdI - in cui lavorano tanti artigiani strettamente legati al settore dell'automotive. Che gli diciamo? Che i loro clienti in possesso di un mezzo euro 3 non possono portarlo a riparare e loro, i tanti meccanici, elettrauto, ricambisti che operano in Zona, devono rinunciare a una buona fetta della loro clientela?".
Le segnalazioni
Stagni sostiene di aver ricevuto molte segnalazioni in proposito nelle ultime settimane.Per la ragione che il blocco, il quale è operativo tutti i giorni (tranne che nei week end ) dalle 7 alle 10 e dalle 16 alle 19, impedirebbe il normale lavoro di revisioni veicoli, di quelli in particolare che ne hanno più bisogno perché anziani.
Le visione di Galateo
"Pensiamo anche ai giri di prova delle auto, alla necessità di ricambi, di intense revisioni" aggiunge Marco Galateo, consigliere comunale di Fratelli d'Italia. Che offre, della questione, anche una visione più polemicamente politica: "La realtà è che il sindaco è sotto ricatto dalla Lorenzini. L'assessora ha più volte ribadito di volere una città senz'auto. Ma il suo, della Lorenzini, è nella sostanza un continuo attacco all'intero settore. E poi - aggiunge - ci sono altri metodi per indurre la gente a non usare la macchina e questo è sicuramente il più brutale". Ma, consigliere, e l'inquinamento? Le grandi strade ne soffrono tremendamente... "E allora incentiviamo l'uso del mezzo pubblico aumentando corse e mezzi e, nel caso, immettendo mini bus elettrici su corsie preferenziali. Offriamo un'alternativa. Senza contare che i colpiti da questa ordinanza sono le fasce più povere della popolazione". Che, secondo i tecnici, sarebbe divisa tra chi, mediamente, è orientato a cambiare la propria auto ogni 4/7 anni e chi, invece, gli anziani o i meno abbienti, è indotto a mantenerla in uso oltre i dieci anni. Galateo è stato uno dei promotori dell'"articolo 31" , la discussione avvenuta in consiglio durante la quale, secondo FdI sarebbe emerso che "gli euro 3, in fondo inquinano come i 5".
Niente blocco in periferia
Tornando alla proposta di liberare la Zona dal blocco, Stefano Stagni ha messo ieri in luce un particolare che indurrebbe a ripensare alle deroghe: "Il blocco tocca solo Bolzano. Non Appiano, Caldaro e dintorni. E non Laives o Ora, o Bronzolo, ad esempio che entrano spesso in Zona perché ne hanno bisogno. Ecco, una deroga al blocco in quel quadrante di Bolzano sud favorirebbe l'arrivo dei clienti e non penalizzerebbe i molti artigiani che lavorano proprio con le auto più vecchie che hanno bisogno di riparazioni".
«Filosofia sbagliata»
In conclusione: Zona esclusa dai blocchi, secondo la proposta FdI, mantenimento dei corridoi d'accesso anche dal centro città, e attenzione alle esigenze del settore automotive. Ma alla base, insiste , Marco Galateo, «c'è la netta contrarietà alla filosofia stessa del provvedimento». P.CA.
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