BOLZANO. «Non ne possiamo più». Questo è il grido di rabbia di Edmond Marcu, Antonio La Grotta, Antonio Mura, e di tanti altri lavoratori della Fercam iscritti ai Cobas, che ieri mattina hanno protestato in Piazza della Vittoria, chiedendo «il rispetto» dei loro diritti. Negli ultimi anni, diversi autisti dell’azienda hanno denunciato pubblicamente e in Procura «le pesanti condizioni di lavoro» alle quali i lavoratori della Fercam sarebbero sottoposti. Ora chiedono un incontro urgente con l’azienda: «Il nostro orario di lavoro previsto dal contratto è di 8 ore al giorno e di 7 ore il venerdì - spiega Mura -. In realtà gli ordini di servizio della Fercam ci portano a lavorare fino a 15 ore al giorno. Qui c’è chi vive al sud e non vede la famiglia da dieci giorni. Altri non sono potuti tornare a casa per trenta giorni. La ditta trattiene del denaro dalla busta-paga con delle motivazioni che hanno dell’incredibile. Veniamo usati per operazioni di facchinaggio e veniamo messi in ferie quando vogliono loro».
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