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BOLZANO. La prova di tedesco fa da spartiacque e divide gli istituti e le classi tra studenti che l’hanno trovata piuttosto accessibile e chi invece ha dovuto rimboccarsi le maniche e dare fondo a tutta la propria conoscenza della lingua.
Sono ripresi ieri gli esami di maturità incentrandosi sulla conoscenza della lingua tedesca. La modalità dell’esame si è sostanzialmente divisa in due tronconi. Una prima parte di ascolto con relative domande a risposta multipla per valutarne la comprensione e una seconda più tecnica e grammaticale nella quale si doveva produrre un proprio elaborato scritto su analoga tematica. Dal classico al linguistico, passando per gli istituti tecnici il risultato è apparso il medesimo dove a creare maggiori difficoltà è stata proprio la parte di ascolto. Ostacolo maggiore la comprensione di vocaboli specifici nuovi per i quali non era possibile consultarne il significato attraverso il vocabolario, messo invece a disposizione nella prova di scrittura. L’aspettativa è comunque positiva e tra i maturandi la sensazione è quella di aver superato un altro ostacolo verso l’agognato conseguimento dell’esame di Stato. In molti sperano di aver raccolto abbastanza punti tra prima seconda e prova di lingua per arrivare con un discreto vantaggio al quizzone, la terza e ultima prova prima dell’orale. Oggi, infatti, si torna sui banchi per affrontare in appena tre ore più quesiti su differenti materie.
Per la prova di tedesco, tra studio e bilinguismo famigliare, gli studenti hanno fatto affidamento sul genitore madrelingua cercando di ricordare e mettere in pratica quanto appreso sotto il tetto materno. «La prova è andata abbastanza bene - ha annunciato soddisfatta Rebecca Fava studentessa al linguistico Carducci - Il testo non era complicato e non mi sono trovata troppo in difficoltà. Se devo dire quale delle due parti è stata la più difficile direi la produzione scritta - continua Fava - perché nel tempo a disposizione dovevamo scrivere due testi e non avevo molta fantasia, però ho finito prima dello scadere». Ancora più soddisfatto Alex Comberlato, Classico al Carducci. «Dal mio punto di vista - spiega Comberlato - visto che sono di madrelingua tedesca non l’ho trovata una prova difficile. Rispetto alle simulazioni è stata un po’ più complicata con quesiti più ostici». Non per tutti una passeggiata. Diversa infatti l’esperienza di Christian Nurrito anche lui studente del linguistico al Carducci. «Io per la verità me l’aspettavo un po’ più semplice perché il tema letterario scelto per il nostro indirizzo mi ha portato leggermente fuori strada. Alla fine per - ha assicurato Nurrito - me la sono cavata. Mi preoccupa di più il quizzone e in particolare fisica, materia che mi ha dato filo da torcere durante l’anno scolastico». C’è anche chi sa di aver fatto bene, ma ha qualche timore nell’affermarlo, quasi fosse un gesto scaramantico. «Ho i genitori tedeschi - precisa Zeno Oberkofler, del classico al Carducci - quindi spero che sia andata abbastanza bene. Spero di aver fatto un buon punteggio. Qualche difficoltà l’ho avuta nella comprensione dove vi era una domanda ostica che credo non fosse proprio da B2 il livello che ci viene richiesto. Sono più preoccupato per la terza prova. Ho cercato di prepararmi - ha precisato Oberkofler - ma ci sono ancora incognite sulle materie che dovrebbero uscire». Negli istituti tecnici le impressioni a caldo non sono dissimili e sembra che bene o male questa prova non sia stata eccessivamente preoccupante. Anche qui tensione e preoccupazione per la terza prova. «Il tema scelto per noi - spiega Chiara Perini, sistemi informativi aziendali - è stato l’immigrazione. Dal mio punto di vista è andata bene perché ne abbiamo discusso molto in classe. Più che altro - continua Perini - speriamo che le domande del quizzone siano generali e non troppo specifiche». Anche a ragioneria linguistica la prova di tedesco è stata affrontata con abbastanza serenità. «All’inizio mi è sembrata complessa - racconta Serena Gaiser però alla fine ho visto che con attenzione e concentrazione la si poteva fare». Soddisfatti anche all’Itc. «Nello scritto potevi fare un testo libero e questo ha molto aiutato - racconta Greta Filippin dell’Itc Battisti -. Diverso l’ascolto perché senza dizionario alcune parole tecniche non erano facilmente comprensibili. È con la terza prova che si fa tosta». Preoccupazione che condivide anche Mattia Di Fonzo, Iti elettronica. «Il tema era attuale e quindi facile da argomentale - spiega Di Fonzo - Sarà molto più tosta nel quizzone, speriamo di essere abbastanza preparati». Con la prova di tedesco di ieri si avvia l’ultima fase delle prove scritte prima degli orali e del raggiungimento della maturità e delle scelte future tra anni sabbatici e facoltà universitarie.


