BOLZANO. «La gara per la concessione del diritto di superficie scade giovedì 15 gennaio, ma se com'è probabile non si presenterà nessuno, incontriamo subito la proprietà delle Acciaierie Valbruna e i sindacati. Si aprono nuovi scenari, con un punto fermo che riguarda la strategicità del sito per la Provincia e per il Paese. Lunedì (oggi, ndr) porterò il mio saluto ai lavoratori in segno di solidarietà: io non li abbandono». Così Marco Galateo, vicepresidente della Provincia, alla vigilia dello sciopero e della nuova manifestazione organizzata per oggi, lunedì, dai sindacati - Riccardo Conte segretario provinciale della Fim, Marco Bernardoni della Fiom, Giuseppe Pelella della Uilm - in difesa della fabbrica di via Volta e dei lavoratori: 580 a Bolzano; 1.200 a Vicenza dove c'è la casa madre.

Il corteo
Il programma del corteo prevede il ritrovo alle 9.30 in via Volta 4; partenza alle 10. Percorso: via Pacinotti, via Galilei, ponte Roma, via Roma. corso Italia, corso Libertà, piazza Vittoria, ponte Talvera, via Museo, via Portici, via Grappoli, arrivo in piazza Magnago.

Alla manifestazione parteciperanno - anche questa volta come ad ottobre - i lavoratori delle Acciaierie Valbruna di Vicenza; oltre a quelli - in tutto sono 150 - dell'Aluminium Bozen che hanno proclamato per lunedì una giornata di sciopero. In segno di solidarietà con i colleghi delle Acciaierie, ma anche perché temono di trovarsi nella stessa situazione nel 2030. Visto che c'è un piano della Provincia che prevede che sui 10 mila metri quadrati, attualmente occupati dalla fonderia dell'Aluminium Bozen, possa espandersi il confinante Noi TechPark. La proprietà chiede di restare e sono già in corso trattative.

I nuovi scenari
La gara scade giovedì ma si sa già che non si presenterà nessuno. Perché condizione indispensabile per partecipare, era prendere parte al sopralluogo all'interno dello stabilimento. Cosa che il gruppo Valbruna, che fa capo alla famiglia di industriali vicentini Amenduni, non ha fatto. O meglio, in un primo tempo, aveva aderito, ma avuta la certezza che non c'erano altri concorrenti, ha comunicato che non avrebbe partecipato. La società, che da 30 anni gestisce lo stabilimento di via Volta, fin dal primo giorno contesta la gara bandita dalla Provincia e in particolare i 150 milioni di euro chiesti per 50 anni di concessione. L'obiettivo dichiarato è acquistare il sito. Anzi, carte alla mano, ne rivendica il diritto. Bisognerà vedere a questo punto cosa deciderà di fare la Provincia. Gli scenari possibili sono sostanzialmente tre: rifare un nuovo bando, trattativa diretta con l'azienda, vendita dei terreni. «Da liberale, se fossi io a decidere - ribadisce il vicepresidente della Provincia Galateo - sarei per la vendita. Non vedo perché la Provincia debba essere proprietaria di un sito industriale. Aveva un senso quando ha acquistato l'immobile dal gruppo Falck, per evitare la chiusura della fabbrica. Oggi che c'è un'azienda leader a livello internazionale nella produzione di acciai speciali, non ha più senso».La vendita è la soluzione fortemente caldeggiata anche dai sindacati: «L'unica soluzione percorribile è la trattativa diretta per l'acquisizione dei terreni, in modo da garantire la continuità dell'attività e salvaguardare i posti di lavoro. E comunque chiediamo che si accelerino le decisioni, per evitare il perdurare di questa situazione di incertezza che è causa di grande preoccupazione per i lavoratori e le loro famiglie». A.M.