BOLZANO. Il governatore altoatesino Arno Kompatscher assicura che la ripartizione dei profughi che arriveranno nei prossimi giorni in Alto Adige sarà equa. «Li distribuiremo in tutti i Comprensori, senza eccezioni. Non toccherà solo a Bolzano e Merano farsene carico. Ma chi - sui media nazionali - ci paragona a Lampedusa sbaglia di grosso. Siamo pronti a gestire la situazione». Intanto ieri - proprio per i controlli legati al G7 in Germania - sono stati respinti 80 profughi al Brennero.

Per quanto attiene la gestione dell’emergenza, invece, non ci saranno comuni di serie A e serie B e anche le valli dovranno dare il loro contributo. A confermarlo è Martha Stocker. «Abbiamo in mano un elenco di strutture che riteniamo idonee a questo scopo, ma prima di diffonderlo intendo parlare con i sindaci dei Comuni interessati». E, come sottolinea l’assessora, non sarà facile dire di no. Oppure opporsi adducendo motivi economici o turistici. «Se un edificio ha i requisiti che cerchiamo sarà dura farci cambiare idea. Non posso ancora anticipare il numero dei centri interessati dall’operazione, ma di sicuro cercheremo di adottare soluzioni bilanciate anche dal punto di vista geografico».

Le stime. I sindacati di polizia, ma anche diversi esperti dei flussi migratori, nei giorni scorsi hanno ipotizzato un flusso record di profughi, nell’ordine di 5 mila persone in due settimane, complice il ripristino (da ieri) dei controlli alla frontiera per il G7 in Germania. Per Kompatscher ne sono attesi circa 150 al giorno, per un totale che comunque non dovrebbe superare quota 1.500- 2mila. Una previsione, probabilmente, ottimistica in considerazione dei dati rilevati nelle scorse settimane (anche 300 migranti al giorno).

Protezione civile e polizia. «La protezione civile è pronta ad intervenire», ha assicurato il governatore altoatesino. Nel frattempo sono stati rafforzati i turni della Polizia con 25 nuovi operatori al Brennero. Come ha sottolineato il presidente Kompatscher al momento è peraltro piuttosto difficoltoso valutare quale sarà l'impatto della chiusura tedesca in Alto Adige. «Va tenuto presente - ha spiegato - che Bolzano è interessata più che altro al transito dei migranti che, attraverso il valico del Brennero, intendono raggiungere le mete prefissate, situate - ha sottolineato - più che altro in Austria, Germania e nei Paesi scandinavi».

Kompatscher ha ribadito il fatto che le cifre altoatesine dovrebbero essere piccole visto che i migranti intendono raggiungere località più settentrionali ed ha invece citato il caso della Baviera: «Qui - ha spiegato il governatore, che ha incontrato le autorità tedesche - in una sola regione viene speso un miliardo all'anno per prestare assistenza ad un numero di migranti che si avvicina a quota 165 mila. I nostri numeri sono decisamente più bassi: i migranti che vivono qui non arrivano nemmeno a quota cinquecento». Intanto, anche le associazioni umanitarie che si occupano di profughi alla stazione di Bolzano hanno rafforzato l'impegno.

Previste microstrutture. L’assessorato provinciale competente ha individuato anche strutture di piccole e medie dimensioni, soprattutto in periferia, e a spiegarne il motivo è stata Martha Stocker. «Ci sono profughi che conoscono la lingua e vivono qui da mesi o da anni e quindi possono anche essere inseriti in contesti diversi. I migranti appena arrivati o qui da poco necessitano, invece, di un’assistenza e di spazi diversi. Ed è in quest’ottica che ci stiamo muovendo anche in sede di pianificazione».

Le microstrutture individuate nelle valli potranno ospitare anche una o due famiglie, in un contesto quasi familiare.

Vertice a tre con tedeschi e austriaci. Emilia Müller, la ministra bavarese competente per lavoro, sociale, famiglia e integrazione sarà oggi in visita in Alto Adige. Nell'incontro con l'assessora tirolese Christine Baur e l'assessora provinciale Martha Stocker ai «Bagni di zolfo» a Bolzano si parlerà delle iniziative per i profughi per i prossimi giorni, quando potrebbero esserci anche dei “picchi” in termini di arrivi. Ci sarà anche il direttore della Caritas diocesana Heiner Schweigkofler, che riferirà sulle iniziative adottate finora e su quelle in programma per il breve-medio periodo. È difficile, peraltro, che si affrontino temi spinosi come quello delle scorte trilaterali e dei respingimenti. Ha ragione il direttore della ripartizione famiglia e politiche sociali Luca Critelli quando dice che «le stime lasciano il tempo che trovano, dovremo valutare i flussi quotidianamente».

Ribadito anche ieri il secco no all’allestimento di tendopoli per la prima accoglienza.

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