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BOLZANO. La politica dell'immagine si traduce nel caso della giunta Durnwalder in un costo di 5,8 milioni di euro (dato 2010 con un incremento del 5,3%): è quanto è emerso dalla discussione di una mozione presentata ieri in consiglio provinciale dal gruppo dei Verdi. Il capitolo emerso ieri in aula con le sue cifre "importanti" va evidenziato che non rientra in senso stretto nei cosiddetti "costi della politica", quanto, se vogliamo, in quelli della "politica dell'immagine" che comprende anche tutta la comunicazione istituzionale e di servizio delle diverse ripartizioni che fanno capo ai vari assessori.
Premesso questo, non c'è dubbio che quei 5,8 milioni di euro spesi nel 2010 - con un incremento del 5,3% sull'anno precedente - costituisce un importo oggettivamente "importante". «Giova sottolineare - ricorda per parte sua il dirigente provinciale Antonio Lampis - che un'amministrazione pubblica, per il suo carattere privo di scopo di lucro, non fa "pubblicità" e men che meno fa "sponsorizzazioni". Possono fare eccezione i settori legati ai prodotti tipici locali e al turismo.
Per tutto il resto, le ripartizioni che operano sul sistema di wellfare, svolgono attività di comunicazione sociale. Il concetto di comunicazione sociale per altro ha ormai decenni di letteratura alle spalle ed in sostanza è mirato a modificare i comportamenti dei cittadini o a riflettere sull'impegno pubblico a favore dello sviluppo sociale e dello sviluppo delle singole personalità interessate dall'azione pubblica». «Ricordo - sottolineano invece i consiglieri dei Verdi Riccardo Dello Sbarba e Hans Heiss - che si tratta di somme enormi se confrontate con altre voci: la spesa di giunta ed assessori per la propria immagine costa più di un terzo di quanto la Provincia spende per l'assegno famigliare provinciale (16 milioni/anno) e poco di meno di quanto costa l'intero Consiglio provinciale (7 milioni).
Come è stato sottolineato da diversi operatori dell'informazione al recente convegno su "media e politica" all'Eurac, questa pubblicità è diventata nel tempo sempre più invasiva e massiccia (la giunta ha addirittura creato un secondo ufficio stampa "strategico") e soprattutto concentrata spesso sulla persona del politico: sempre di più insomma la propaganda della Provincia è volta a costruire la figura del politico in una campagna elettorale che non finisce mai. E tutto ciò fatto utilizzando denaro pubblico. L'ultimo esempio? - si chiedono i consiglieri dei Verdi - l'invio a domicilio ai cittadini e alle cittadine del nuovo "Alto Adige Pass" accompagnato da lettera personale dell'assessore Widmann con sua foto allegata».
In ogni caso, entrando nel merito delle cifre pubblicate ieri, accanto al dato per tutta la giunta pari a 2.390.510 euro (+9,6%) ciò che balza agli occhi è la disparità di impegno finanziario fra i vari assessori: Theiner svetta con 886 mila euro (+6%) seguito da Widmann con 582 mila (+23,7%), Kasslatter Mur con 474 mila (-29,9%), Laimer con 466 mila (-27,5%), Tommasini con 383 mila (+30,2%), Durnwalder con 270 mila (+25,3%), Mussner con 209 mila (+118,7%), Bizzo con 140 mila (+84,9%) e Berger con solo 78 mila euro (-18,8%).
Premesso questo, non c'è dubbio che quei 5,8 milioni di euro spesi nel 2010 - con un incremento del 5,3% sull'anno precedente - costituisce un importo oggettivamente "importante". «Giova sottolineare - ricorda per parte sua il dirigente provinciale Antonio Lampis - che un'amministrazione pubblica, per il suo carattere privo di scopo di lucro, non fa "pubblicità" e men che meno fa "sponsorizzazioni". Possono fare eccezione i settori legati ai prodotti tipici locali e al turismo.
Per tutto il resto, le ripartizioni che operano sul sistema di wellfare, svolgono attività di comunicazione sociale. Il concetto di comunicazione sociale per altro ha ormai decenni di letteratura alle spalle ed in sostanza è mirato a modificare i comportamenti dei cittadini o a riflettere sull'impegno pubblico a favore dello sviluppo sociale e dello sviluppo delle singole personalità interessate dall'azione pubblica». «Ricordo - sottolineano invece i consiglieri dei Verdi Riccardo Dello Sbarba e Hans Heiss - che si tratta di somme enormi se confrontate con altre voci: la spesa di giunta ed assessori per la propria immagine costa più di un terzo di quanto la Provincia spende per l'assegno famigliare provinciale (16 milioni/anno) e poco di meno di quanto costa l'intero Consiglio provinciale (7 milioni).
Come è stato sottolineato da diversi operatori dell'informazione al recente convegno su "media e politica" all'Eurac, questa pubblicità è diventata nel tempo sempre più invasiva e massiccia (la giunta ha addirittura creato un secondo ufficio stampa "strategico") e soprattutto concentrata spesso sulla persona del politico: sempre di più insomma la propaganda della Provincia è volta a costruire la figura del politico in una campagna elettorale che non finisce mai. E tutto ciò fatto utilizzando denaro pubblico. L'ultimo esempio? - si chiedono i consiglieri dei Verdi - l'invio a domicilio ai cittadini e alle cittadine del nuovo "Alto Adige Pass" accompagnato da lettera personale dell'assessore Widmann con sua foto allegata».
In ogni caso, entrando nel merito delle cifre pubblicate ieri, accanto al dato per tutta la giunta pari a 2.390.510 euro (+9,6%) ciò che balza agli occhi è la disparità di impegno finanziario fra i vari assessori: Theiner svetta con 886 mila euro (+6%) seguito da Widmann con 582 mila (+23,7%), Kasslatter Mur con 474 mila (-29,9%), Laimer con 466 mila (-27,5%), Tommasini con 383 mila (+30,2%), Durnwalder con 270 mila (+25,3%), Mussner con 209 mila (+118,7%), Bizzo con 140 mila (+84,9%) e Berger con solo 78 mila euro (-18,8%).


