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BOLZANO. La televisione nacque in Italia nel 1939, ma nel solo ambito sperimentale. Poi intervenne la guerra. Le trasmissioni regolari ebbero pertanto inizio solo nel 1954 e vissero il momento di massima diffusione nel 1956, in occasione delle Olimpiadi di Cortina d’Ampezzo. Bolzano ebbe la sua prima sede radiofonica nel 1928, e iniziò ad irradiare un proprio telegiornale, insieme con la neo-costituita sede di Trento, nel 1979.
Chi scrive queste righe ha iniziato la sua attività in seno alla Rai nel 1955, ma a Bolzano era stata aperta una sede autonoma già nel 1928, in concomitanza con l’inaugurazione del monumento alla Vittoria, avvenuta alla presenza di Vittorio Emanuele III. Fu la prima radiocronaca. La prima sede bolzanina dell’Eiar (Ente italiano audizioni eadiofonico, subentrato all’Uri, Unione radiofonica italiana) si trovava in via della Mostra. Per le trasmissioni in diretta l’Eiar, che disponeva di una propria orchestra, diretta dal maestro Mario Sette, si avvaleva della sala del Circolo Savoia, già hotel Schgraffer, che si trovava nell’odierna piazza Walther.
Nel 1936 la struttura fu trasferita in via Regina Elena (oggi Cassa di Risparmio), nell’edificio (1931) prossimo al museo civico, che disponeva di un suo auditorium. Da qui venivano irradiate trasmissioni di portata nazionale. Durante l’occupazione nazista queste avvenivano solo in tedesco e collegandosi alla rete germanica. Poi la Liberazione e l’inizio di trasmissioni radiofoniche locali in italiano, in tedesco ed anche in ladino, con una diffusione che si allargava anche alla provincia di Belluno.
Venne la televisione e Bolzano incominciò a collaborare con propri servizi alla rete nazionale (inizialmente una sola rete, in bianco e nero). Si filmavano immagini su pellicola, queste per essere sviluppate dovevano essere trasportate e Roma o soprattutto a Milano, lì i servizi venivano montati e successivamente trasmessi: una trafila laboriosa, ovviamente.
Quando nel 1963 ci fu il disastro del Vajont il giornalista Ivo Butturini e l’operatore Candido Daz partirono nella notte da Bolzano per raggiungere quella zona: la collaborazione “esterna” della sede altoatesina si attuava anche così (ma già nel 1956 tecnici di Bolzano furono trasferiti temporaneamente a Cortina per le Olimpiadi).
Poi il capoluogo altoatesino ebbe finalmente la sua sede odierna, in piazza Mazzini (nel frattempo era nata una struttura anche a Trento), e così venne installato il “mitico” telecinema che consentiva di sviluppare in loco le pellicole, ancora in bianco e nero, e di montare direttamente qui i servizi. Nel 1979 ecco nascere pertanto il Telegiornale regionale, ecco che i fatti di cronaca della regione possono essere narrati ad altoatesini e trentini con quasi assoluta tempestività. E subentrerà poi il digitale a completare l’opera.
Chi scrive queste note ricorda quasi con tenerezza l’infanzia tecnologica dei mezzi di una volta. Si lavorava meglio? Peggio? Si lavorava, comunque: indubbiamente bisognava sapersi arrangiare, ed altrettanto indubbiamente il nostro personale tecnico sapeva essere di prim’ordine.
Vi racconto un episodio che merita di essere ricordato. Ero a Stoccarda per i campionati mondiali di atletica leggera. L’ente televisivo tedesco aveva imposto agli altri enti collegati il passaggio attraverso i suoi mezzi, per recepire il segnale satellitare. Costava un’enormità. E così i tecnici italiani si improvvisarono arrampicatori e nel fogliame di un albero nascosero una parabola. Questi italiani!
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