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BOLZANO. E’ polemica durissima su un volume patrocinato dalla Regione Trentino Alto Adige e dall’Ordine degli avvocati che riporta le tesi difensive (senza far cenno a quelle dell’accusa) del processo di Milano ad alcuni terroristi storici degli anni Sessanta. Duro il consigliere provinciale di Alto Adige nel cuore Alessandro Urzì: «La Regione non può trasformarsi in un veicolo del revisionismo storico se non addirittura di aperta apologia al terrorismo». Secca la replica dell’assessora Martha Stocker: «All’epoca vi fu oppressione da parte dello Stato italiano».
Urzì stigmatizza l’iniziativa promossa dalla Regione per il prossimo 15 maggio. Nelle sale dell’Eurac di Bolzano, alla presenza di alcuni ex terroristi degli anni Sessanta, la Regione presenterà la riedizione di un volume edito a Vienna, da tempo dimenticato, contenente tutte le arringhe difensive del processo di Milano che nel 1964 portò alla sbarra 91 sudtirolesi (23 erano latitanti) accusati, a vario titolo, di aver partecipato alla prima ondata terroristica legata alla cosiddetta «notte dei fuochi».
E' in onore dell’impegno professionale dell’avvocato Canestrini che l’Ordine degli avvocati dell’Alto Adige ha dato il proprio patrocinio all’iniziativa. «Quella organizzata dalla Regione - puntualizza l’avvocato Andrea Pallaver, presidente dell’Ordine - non è una ricostruzione storica del processo di Milano ma si parlerà del lavoro svolto dall’avvocato Canestrini in quella occasione, necessariamente sarà una rievocazione di parte ma sotto il profilo prettamente giuridico».
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