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BOLZANO. Un filo rosso che tiene unita la guerra di liberazione, la lotta alla mafia, la battaglia contro il terrorismo. È stata questa la giornata di ieri del Festival delle resistenze contemporanee in piazza Matteotti. Molto spazio agli studenti, con i loro progetti, e alle storie che gli stessi ragazzi hanno voluto ascoltare. È impossibile togliere gli occhi dal viso anziano e malinconico di Vincenzo Agostino, accompagnato dalla moglie Augusta. La signora è vestita di nero, il colore del lutto. Vincenzo Agostino porta una lunga barba e lunghi capelli bianchi. «Non li taglierò finché non otterrò giustizia per mio figlio Nino». I coniugi Agostino girano l’Italia per raccontare, a chi vuole ascoltare, la storia del figlio Antonino Agostino e di sua moglie Ida, uccisi da sicari a Villagrazia di Carini il 5 agosto 1989 alle porte della casa di famiglia. Vincenzo e Augusta Agostino furono i primi ad accorrere. Il padre porta al dito da allora le fedi di Nino e Ida. Nino era un poliziotto e collaboratore del Sisde. Faceva parte della squadra che indagava sull’attentato fallito a Giovanni Falcone sulla spiaggia dell’Addaura. Quell’omicidio non è stato ancora decifrato, il sospetto è che Agostino avesse scoperto segreti di mafia e colusioni troppo pesanti.
I coniugi Agostino erano accompagnati dagli amici siciliani del Collettivo Peppino Impastato, che si sono passati il microfono ricordando il giornalista di Cinisi, ucciso il 9 maggio 1978. Dalla radio che aveva fondato denunciava le cose di mafia del suo paese. Sono stati gli studenti del liceo Gandhi di Merano a proporre questi racconti di mafia e di sacrificio personale. Poi ci sono stati i video sulla resistenza, le testimonianze raccolte a Bolzano attorno al lager, i ragazzi che tutti gli anni partono con il Treno della memoria per visitare Auschwitz . Sono duecento i giovani che ieri mattina hanno partecipato ai cinque percorsi di avvicinamento al festival, ideati da associazioni di Bolzano, Bressanone, Merano, Trento e Bologna. Iniziati il 28 febbraio, i percorsi si sono conclusi nella mattinata di ieri sotto il tendone di piazza Matteotti, con la testimonianza diretta dei ragazzi che si sono scambiati emozioni e riflessioni. La mattinata, moderata dal giornalista di Radio 24 Alessio Maurizi, ha presentato quindi i progetti «Anni di piombo: non c’ero, ma so», «Promemoria Auschwitz», «Viaggio nella Memoria», «Liberi dalla mafie», e «Pillole di Memoria». Presentato anche il video «Bz-Memory», realizzato dal Teatro Cristallo in sinergia con il centro giovanile Corto Circuito. Un documentario su Bolzano che unisce il passato doloroso della II Guerra mondiale al presente cittadino in luoghi teatro di vicende belliche.
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