BOLZANO. Elmar Pichler Rolle chiama in causa le responsabilità politiche del presidente Luis Durnwalder nella gestione della politica energetica. «Il sistema Durnwalder. «Parlo di responsabilità politica, non giudiziaria. Sia chiaro. In Alto Adige la politica dell’energia ha la firma di Durnwalder: il presidente ha deciso gli uomini, era a conoscenza delle scelte», avverte il capogruppo provinciale della Svp.

La sua presa di posizione è clamorosa, perché finora nessuno nella Svp è stato tanto esplicito su questo punto nelle dichiarazioni ufficiali. Pichler Rolle parla di «sistema Durnwalder» nell’energia e lo fa per smentire che esista un «sistema Svp». Il sasso è stato lanciato ieri mattina con una intervista alla radio del Sender Bozen.

Reazioni ufficiali? Nessuna, né a favore né contro. E Pichler Rolle commenta: «Mi sento un po’ come uno che davanti a un elefante in una stanza dice “ragazzi, c’è un elefante” e tutti fanno finta di non vedere. Ma è noto come ha funzionato il sistema dell’energia nella nostra provincia, lo sanno i politici, i sindaci, i giornalisti,. ma soprattutto la gente comune».

Così Pichler Rolle prepara il terreno per la Parteileitung della Svp di domani pomeriggio, cui peraltro non parteciperà per impegni all’estero.

Come funzionava il sistema energia?

«Dico come non ha funzionato. Non è stato un sistema della Svp. In queste ore le opposizioni di lingua tedesca continuano a cavalcare il ritornello che sulla energia si è svelato “il sistema Svp”. Eh no scusate, se proprio vogliamo parlare di sistema, allora diamogli il nome giusto. E il nome è Durnwalder, inutile che facciamo i finti tonti. Non accetto che si attacchi il partito, perché è proprio nella Svp che è partita la ribellione contro la Sel. Si sono mobilitati i sindaci della Venosta, il consorzio della Val Martello, le piccole cooperative locali. Chi ha firmato proteste e ricorsi sono uomini Svp. Parliamo anche di Ae, impegnata in una pesante vertenza giudiziaria con Sel: a Merano è della Svp il sindaco, a Bolzano il vicesindaco. Se c’è una responsabilità politica, non giudiziaria, se la assuma chi la porta, non il partito».

Durnwalder dice che la giunta, a partire da lui, non sapeva nulla di quando accadeva attorno alle offerte presentate per le gare sulle grandi concessioni idroelettriche.

«Infatti non sto parlando della inchiesta. Voglio solo dire ciò che tutti pensano e non dicono: è Durnwalder che ha deciso la politica energetica provinciale, è il presidente che ha scelto uomini di sua fiducia nei posti chiave, vedi Stocker, Rainer e Pircher. Non c’è un kilowattora assegnato senza che egli sapesse. Non è una accusa, è una constatazione».

Lei parla di responsabilità politica. Crede che Durnwalder dovrebbe quanto meno farsi carico delle scelte che ha fatto, a partire dagli uomini ai vertici del sistema energia?

«Penso che lo farà. Me lo auguro».

Intanto Durnwalder ha dato dell’asino all’ex assessore Laimer, che finora l’ha difeso su tutta la linea.

«È un termine non adeguato ai fatti. E poi anche Laimer è stato scelto da Durnwalder».

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