BOLZANO. I montiani altoatesini si sono ritrovati ieri in Sala Kolping per discutere di autonomia e cooperazione. Avrebbe dovuto presenziare anche Lorenzo Dellai, trattenuto a Roma proprio per un appuntamento legato alla cooperazione (l'assemblea generale dell'Alleanza per la cooperazione italiana). Introdotti dal candidato alla Camera Alberto Stenico – per anni alla guida di LegaCoop – sono intervenuti Michele Odorizzi della Federazione trentina delle cooperative, Andrea Grata presidente di ConfCoop, il professor Gottfried Tappeiner di Pensplan e Heiner Nicolussi Leck presidente della Federazione Raiffeisen. Unanime la condivisione sui valori della formula cooperativa, anche per affrontare l'attuale congiuntura economica di profonda crisi globale. Non è un caso, è stato sottolineato, «se proprio la cooperazione oggi si presenta con dati positivi nella tenuta economica e nell'incremento di collaboratori». Mentre a Bolzano si discuteva più della situazione locale, a Roma Dellai ha proposto due iniziative importanti che possono vedere come protagonista proprio il mondo cooperativo. «In primo luogo», ha sottolineato Dellai, « serve un piano nazionale di manutenzione civile dei beni comuni. Si tratta non solo dei beni comuni materiali, ma anche di quelli non materiali, come la legalità, il volontariato, il senso di appartenenza, lo spirito di comunità. E' fondamentale che si diffonda l'idea della gestione cooperativa dei beni collettivi; che cresca l'economia del dono; che si rilanci il servizio civile per i giovani ma anche per gli anziani. Per questo serve una grande alleanza tra la  cooperazione e la rete dei movimenti che lavorano per una cittadinanza attiva e responsabile. Solo così si potrà ricucire il tessuto civile del Paese e si potrà tornare ad alimentare eticamente e socialmente il senso stesso dell'impresa come strumento di produzione di "valore" senza aggettivi. In secondo luogo serve poi un piano straordinario per creare opportunità di lavoro partendo dal capitale sociale e ambientale dell'Italia». Dellai si è riferito alla domanda crescente di servizi per le persone e le famiglie; ai settori dell'energia e dell'ambiente; della cultura e dei beni storici e archeologici; al turismo inespresso delle località "minori" ma non meno straordinarie; alle possibili ricadute dell'Agenda Digitale, che vede l'Italia in forte ritardo.(o.d.)