BOLZANO. Ricette, se ne vedono di tutti i colori. Dall’11 aprile la Provincia - in clamoroso ritardo con la ricetta elettronica (siamo gli ultimi in Italia) - per risolvere l’emergenza ricetta rossa (la tipografia di Foggia è a sua volta in ritardo con la stampa) ha stampato quella verde. Non tutto però funziona come dovrebbe. Luigi Rubino (segreteria provinciale Fimmg) dice che c’è confusione ed a rimetterci, come sempre, sono i pazienti. Ma che succede? «Succede che la ricetta rossa - che in tutt’Italia regna sovrana insieme a quella digitale - in Alto Adige, in certi casi, non valga più. Se il medico prescrive per esempio strisce glicemiche e siringhe per diabetici o ancora pannoloni per incontinenti e lo fa sulla ricetta rossa, il paziente che si presenta agli sportelli dell’Asl, si sente dire che non è valida ed è costretto a tornare in ambulatorio per farsela rifare. Verde». Ma non siete stati informati? «Ci è arrivata una mail che dice e non dice, che non tutti i colleghi hanno visto e questi sono i risultati». Una mail che, tra le altre cose, spiega che a partire dall'11 aprile per prescrizioni di prestazioni non soggette a registrazione - e parliamo di trasporti programmati, presidi sanitari, prodotti dietetici o prestazioni simili - si deve usare solo la ricetta verde. «Abbiamo gli ambulatori strapieni di pazienti e non possiamo passare le ore a leggere cosa si può fare con la ricetta rossa e cosa con la verde». E c’è dell’altro. «Certo! Se un medico ha ancora a disposizione le ricette rosse... perchè mai dovrebbe andare a prendere le verdi? E così mentre la ricetta digitale - nonostante i proclami resta una chimera - quella verde - più che un’opportunità, crea disagi. In fondo è come se si utilizzassero obbligatoriamente le Lire, quando la moneta in corso è l’Euro». I medici protestano anche perchè devono andarsi a prendere gli scatoloni. «Per avere i ricettari siamo costretti ad andare di persona nei pochi punti di distribuzione sparsi per l’Alto Adige: quando sarebbe semmai compito dell’ Asl mettere un piedi un’efficace rete di distribuzione. Va anche detto che da sempre tutti noi siamo andati di persona a ritirarceli, senza fare tante storie, ma negli ultimi mesi ci vediamo costretti a ripetere “viaggi” ogni due settimane perchè ci centellinano i quantitativi e così andiamo avanti si e no due settimane, mentre prima la quantità ci bastava per 3-6 mesi. E tutto questo è stato deciso e deliberato senza mai che nessuno trovasse il tempo per parlare con i sindacati di categoria. Tutto cade dall’ alto con una superficialità disarmante ed una scarsa considerazione sia dei pazienti che di noi medici».
La ricetta rossa non vale per siringhe e pannoloni
I medici: «Pazienti costretti a tornare in ambulatorio per rifare la prescrizione» In determinati casi l’Asl considera valida solo quella verde. «Disagi continui»
16 aprile 2016 • 02:12

