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BOLZANO. Può essere un cappuccino lo specchio del nostro scontento? Magari sì. Il post sui social di Enrico Lillo, ex consigliere comunale, fa discutere.
Se prendere due cappuccini con due dolci in centro città fa piovere al tavolo quasi 15 euro di conto (14.40 per la precisione), ben stampigliati sullo scontrino. E se l'aver apposto al fianco della fotografia che lo ritrae il prezzo della stessa ordinazione in Salento - 6,80 complessivi e comprensivi di sorriso del cameriere, qui molto raro - fa invadere il post da centinaia di commenti, come se si fosse scoperchiato il vaso di Pandora.
«Non c'è solo la differenza tra Bolzano e le altre città - dice uno dei meno crudeli - ma quella che si sta sempre più allargando tra il nostro centro e i quartieri. Andare in centro è farsi sommergere da prezzi che reggono solo i turisti...». Per dire: secondo le ultime indagini, un singolo caffè al banco passa da una media tra i 2 e 1,80 euro in piazza a 1,30 massimo in periferia. Ma non estrema.
E i baristi? «Hanno scoperto l'America» ironizza Claudio Marchesini, ex Domino e ora Corte a Palazzo Campofranco. Cioè? «Che qui tutto costa il doppio. Non vi dico quanto paghiamo d'affitto. E i costi di locali analoghi al nostro di qua dal Talvera sono imparagonabili. Come si ammortizzano? La questione è un'altra: Bolzano ha un costo della vita paragonabile a Milano con i suoi stipendi fermi a dieci anni fa».
Con l'ulteriore variabile: il carovita sale, mentre la qualità della vita urbana scende. Non lo dice Facebook, lo dicono le decine di classifiche di autorevoli fogli economici che verificano le classifiche delle città italiane. Bolzano era prima un paio d'anni fa, oggi mediamente decima. Anche per via del potere d'acquisto dei suoi cittadini che è sceso vertiginosamente. Osserva Cristina Masera: «I prezzi bolzanini stanno devastando intere categorie sociali».
Secondo la segretaria Cgil, è assolutamente necessario rendere operativo il tavolo sul carovita tra istituzioni e sindacati, visto che il paniere è inattendibile e, aggiunge, lo si può rispettare solo inseguendo, se va bene, le offerte dei supermercati: «L'inflazione è milanese, ma gli stipendi sono bolzanini, sta qui il nodo, non nei bar. 1.500 euro al mese, emolumento medio mensile, permette altrove di vivere, a Bolzano di sopravvivere».
E attende, la segretaria, gli sgravi promessi ad aziende e lavoratori. A proposito di lavoro. «Altrove non devono sperare in un miracolo per assumere un panettiere che ci prepari i cornetti alle cinque di mattina», spiega Franco Collesei. Che, insiste, occorre mettere nel conto, oltre alle difficoltà di trovare personale, quella di avere materie prime in grado di tenere bassi i prezzi. «Lo so - commenta il titolare del Walthers' - che qui tutto costa. Ma se costa di più per noi, non può costare meno per chi consuma».
E i turisti? «Incidono. Ma quelli ci sono sempre stati. Certo, non nella misura di questi ultimi anni. Posso immaginare che il fenomeno aumenti la percezione, nei bolzanini, di essere stretti da un cappio...». Cioè tra carovita da metropoli - e questo è ormai una costante - e carovita indotto dai prezzi stimolati a loro volta da una clientela internazionale dotata di altri stipendi rispetto a quelli bolzanini.
«C'è stata una indubbia accelerazione dei prezzi - dice Roland Buratti - ma non è detto che sia stata necessariamente indotta dal fenomeno dell'overtourism». Il presidente dell'Azienda di soggiorno tiene monitorati da anni i movimenti di ingresso in città da parte degli ospiti. E vede incrementare l'offerta di b&b, come di locali. «Ma stento - insiste - a mettere in diretta relazione l'afflusso turistico con il carovita».
Certo, e questo emerge anche dalla sue ricerche, Bolzano è diventata meta turistica essa stessa più che, come in passato, tappa intermedia. Con l'evidente tendenza a posizionarsi sui livelli di prezzi dei centri turistici storici, dalla Gardena alla Pusteria.«E questo, probabilmente i bolzanini lo avvertono. Bolzano? Potrebbe fare meglio con quello che ha...» conclude Buratti. Nel mentre, Enrico Lillo, autore del post con gli scontrini contrapposti e già esponente del centrodestra comunale, conta i commenti: aumentati a vista d'occhio nel giro di poche ore. Che sia una questione sempre più sentita anche se non inedita?


