BOLZANO. La Provincia di Bolzano salva i treni con le auto al seguito delle ferrovie germaniche: a gestirli sulla tratta italiana sarà la Sad. Le ferrovie dello Stato puntano tutto sulla lussuosa alta velocità, lasciando praticamente a piedi gli utenti di numerosi treni a lunga percorrenza, notturni e via discorrendo. Fra le vittime illustri dell'ultimo orario invernale, appena entrato in vigore, le bisarche con auto al seguito. Il settore turistico altoatesino, da sempre fruitore primo di questo servizio da e per le terre germanofone, si è fieramente opposto, a Roma le ha tentate tutte, ma invano. Ora, a sorpresa, entra ufficialmente in gioco la Provincia, con la partecipata Sad. Da ieri la società altoatesina gestisce il servizio di auto al seguito della Deutsche Bahn (DB) nella tratta che dal Brennero va fino a Verona. La nuova collaborazione è stata siglata nella mattinata di ieri a Bolzano. Alle ore 8.48, alla stazione ferroviaria è transitato un convoglio di auto al seguito della DB proveniente da Düsseldorf, il primo guidato da una locomotiva della Sad. Sul binario 1, ad attenderlo, c'erano il presidente della Sad Christoph Perathoner e l'assessore provinciale all'economia Thomas Widmann, i quali hanno accolto il direttore operativo della DB Autozug GmbH, Hans Mattevi, e il responsabile d'area delle austriache ÖBB Bernhard Eller giunto da Innsbruck. Il presidente Perathoner si è rallegrato che Sad spa, grazie a questa nuova collaborazione, abbia rafforzato il proprio ruolo di fornitore privato di servizi nonché di partner strategico di importanti player internazionali. «Il nostro campo d'azione principale - ha detto Perathoner - rimane il trasporto pubblico locale in Alto Adige. Ciò non toglie che in questi anni Sad abbia ampliato notevolmente il proprio know how, dimostratosi eccellente proprio nel settore ferroviario. Il nostro obiettivo è di sviluppare ulteriormente queste competenze per proporci sempre più come partner strategico sull'asse ferroviario internazionale Nord-Sud». Pure l'assessore Widmann ha salutato con soddisfazione questa iniziativa di Sad, senza la quale il servizio di auto al seguito di DB si sarebbe fermato a Innsbruck. «Questo avrebbe rappresentato un danno enorme per la raggiungibilità dell'Alto Adige». Se il treno con le auto a bordo si fosse limitato a raggiungere Innsbruck, «tanti vacanzieri avrebbero sicuramente rinunciato a venire in Alto Adige». I treni con auto al seguito provenienti da varie località della Germania vengono gestiti da Db fino a Kufstein; tra il confine austro-tedesco e il Brennero il servizio è affidato alla ÖBB. Da ieri Sad è responsabile della tratta italiana che va fino a Bolzano e, a partire dalla prossima estate, anche a Verona. Come è noto, la manovra economica "Monti" prevede la totale liberalizzazione nel settore del commercio al dettaglio. "Le misure di liberalizzazione contenute nell'art. 31, commi 1 e 2 - spiegano Walter Amort e Dieter Steger, rispettivamente presidente e direttore dell'Unione commercio turismo servizi Alto Adige - semplicemente cancelleranno con un tratto di penna il commercio di vicinato e il tessuto commerciale storicamente presente nei centri urbani dell'Alto Adige". Le condizioni che regolano l'autonomia altoatesina, inoltre, vengono totalmente ignorate dalle misure contenute nel decreto, e contro questa situazione l'Unione, insieme alla Provincia, si batterà con tutte le proprie forze. "Abbiamo già provveduto - aggiungono i vertici dell'Unione - a effettuare i primi colloqui con l'assessore provinciale competente, concordando dei passi comuni da intraprendere per assicurare anche in futuro la sopravvivenza del modello commerciale in Alto Adige, oggi particolarmente minacciato". La sfida dell'Unione è quindi ora quella di fare tutto quanto possibile, sia sul piano politico che legale, per conservare la nostra politica commerciale. Il decreto Monti non avrebbe infatti effetto diretto sull'Alto Adige, ma obbligherebbe la Provincia ad adeguarsi ai principi legislativi in esso contenuti."Insieme all'assessore provinciale - chiariscono Amort e Steger - elaboreremo una nuova legge sul commercio che preveda gli attuali principi urbanistici, il rafforzamento del commercio nei centri urbani nonché confermi l'interdizione delle attività commerciali dal verde agricolo". L'ondata liberalizzatrice di Monti avrebbe conseguenza fatali per lo sviluppo dei paesi e delle città nonché per la relativa qualità della vita. Invece di nuova concorrenza si assisterebbe all'insediamento di nuove concentrazioni con l'effetto di favorire l'oligopolio di pochi grandi agglomerati aziendali nei diversi settori economici. Una moria generalizzata delle piccole e medie imprese a gestione familiari attualmente attive diventerebbe inarrestabile. Ulteriori conseguenze sarebbero la perdita di innumerevoli posti di lavoro soprattutto nelle periferie, la scomparsa dell'approvvigionamento capillare nelle zone rurali con effetti negativi per tutta la popolazione dal punto di vista economico, sociale, della salute ed ecologico, nonché un rapido aumento del traffico. "Per tutti questi motivi - concludono Amort e Steger - il nostro impegno per la sicurezza e l'ulteriore sviluppo del commercio nei nostri paesi e città, oggi tanto attraenti e pieni di vita, sarà totale e incondizionato". 23 dicembre 2011 Ulteriori informazioni: Walter Amort, presidente Unione commercio turismo servizi Alto Adige T 0472 802 330, H 335 52 02 485, www.unione-bz.it Dott. Dieter Steger, direttore Unione commercio turismo servizi Alto Adige T 0471 310 300, H 335 37 75 06, www.unione-bz.it Didascalia: Il presidente dell'Unione Walter Amort e il direttore dell'Unione Dieter Steger

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