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MERANO. Prima venne l'acqua, non più acquistata in bottiglia ma servita in caraffa dopo averla prelevata dal rubinetto, per evidenti motivi di risparmio. Ora arrivano le sale operatorie chiuse per ferie forzate. Insomma, per buttarla in battuta si può dire che potremo trovare, sulla porta di una sala operatoria ospedaliera, il cartello con la scritta “Chiuso per ferie - Wegen Ferien geschlossen”, per rispettare il bilinguismo...
La realtà è che il comprensorio sanitario meranese, come del resto tutta l'Asl, è alle prese con la politica dei tagli che dovrà consentire all'assessore provinciale Richard Theiner a fine anno di presentare un bilancio sostenibile nonostante i tagli imposti da Roma. In riva al Passirio l'operazione acqua dal rubinetto, che in questi giorni si sta tentando di introdurre all'ospedale di San Maurizio a Bolzano, è già operativa da diversi mesi.
«Nell'inverno 2011 - ricorda Frank Blumtritt, coordinatore tecnico assistenziale del comprensorio sanitario locale - abbiamo avviato una sperimentazione per eliminare l'acqua minerale in bottiglia offerta ai pazienti dei reparti. Il test ha dato esito positivo e dalla fine della primavera, la fornitura di acqua in caraffa è diventata definitiva. Ogni reparto è dotato di un punto di prelievo dell'acqua dal rubinetto e di sufficienti caraffe. Il personale già da diversi anni non utilizzava più le bottiglie di acqua minerale».
Doppio il risultato ottenuto. Da una parte un contributo all'ambiente e alla filosofia del chilometro zero, dall'altra un risparmio economico per l'Asl. Il contratto biennale con la ditta che forniva l'acqua in bottiglia è scaduto a inizio anno e valeva 150 mila euro.
Ora però si cambia “oggetto” e la politica del risparmio andrà a incidere in maniera profonda anche sull'organizzazione, in particolare sugli interventi chirurgici. Obiettivo, con il quale da tempo si confrontano molte imprese private, è quello di far smaltire al maggior numero di dipendenti possibile le ferie e compensare le ore di straordinario con permessi. Come? Ad esempio chiudendo per ferie l'attività delle sale operatorie chirurgiche nei periodi classici, appunto, di ferie, la prima settimana di novembre e durante le festività natalizie. Le emergenze, sostengono al comprensorio sanitario, non sono in discussione e saranno garantite. Verranno invece rinviati al 2013 una serie di interventi chirurgici programmati, appositamente selezionati. Questo consentirà di mettere in ferie tutto il personale che all'attività delle sale operatorie è collegato.
«Non si tratta di un'attività nuova in assoluto - spiega ancora Blumtritt - in quanto già nei mesi estivi abbiamo operato una riduzione dei posti letto in reparto. Un intervento indolore che penso all'esterno non sia stato neppure notato».
Con tali chiusure programmate e quindi ferie forzate per tutta la catena di operatori, infermieri e medici legati all'attività delle sale operatorie, l'Asl conta di poter incidere sul livello dei costi per il 2,5%. Per il prossimo anno la chiusura forzata delle sale operatorie sarà estesa a tutti i ponti e a una serie di periodi che vanno da Carnevale a Pasqua, per proseguire con Ferragosto, Ognissanti e di nuovo Natale. Tutt'altri tempi sono invece previsti per i risparmi nel settore del personale amministrativo e dirigenziale, quasi che assessorato e direzione Asl abbiano timore di dover nuovamente tagliare colletti bianchi.
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