LACES. Quanto accaduto in occasione della sciagura della val Venosta non può essere considerato un evento in qualche maniera prevedibile. Lo ha ribadito ieri in occasione di una nuova udienza del processo per la sciagura del treno, il dottor Colleselli, il geologo consulente della Sta spa, che seguì i lavori di ripristino della linea ferroviaria della val Venosta. Ieri è stato sentito in qualità di teste convocato dalla difesa. Il professionista ha ribadito in aula quanto già indicato nel corso dell’inchiesta e cioè che tutte le valutazioni sui rischi individuabili lungo il tracciato della ferrovia (per possibili smottamenti o frane) avvennero sulla base degli eventi metereologici prevedibili. Oggettivamente, ha detto ancora il geologo, quanto accaduto non può essere considerato prevedibile in quanto nessuno avrebbe potuto prevedere lo smottamento poi verificatosi per effetto della rottura dell’impianto di irrigazione del consorzio agricolo di bonifica. Sullo stesso tema il tribunale aveva già sentito nelle scorse udienze (in qualità di persona informata sui fatti) il city manager del Comune di Bolzano Helmuth Moroder che dalla Procura venne accusato (e poi prosciolto dal giudice) di non aver predisposto un progetto generale dell'intera opera di ripristino della linea con una visione completa di tutti i rischi esistenti.

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