BRESSANONE. I lavori di posa del teleriscaldamento hanno intercettato, a Stufles, solo in questo anno nel loro percorso che parte dalla chiesa dell'angelo Custode percorrendo via Alta Angelo Custode e via Elvas, ben 32 antiche abitazioni di età retica databili tra il IV e il III sec. a.C. Non rimangono esclusi dai rinvenimenti suoli preistorici neolitici, dell'età del Bronzo e romani. Una corsa contro il tempo per gli archeologici, sempre impegnati a documentare le evidenze emerse. Tutti i rinvenimenti di abitazioni (circa una sessantina) appartenevano al villaggio, ancora senza nome, attualmente ubicato e non solo nel quartiere di Stufles. La posizione di questi resti di abitazione (case in muratura di pietra con un piano seminterrato e un piano superiore in legno) era sempre circoscritto all'interno di un perimetro ormai ben definito, cosa che già da diversi anni ha fatto ipotizzare la presenza di un vallo difensivo, ovvero di un'opera di difesa entro le cui mura si sviluppava il grosso villaggio di Stufles.

Nel 1984 lo sbancamento per la vasca della piscina della pensione Kranebit, favorì involontariamente l'occasione per uno scavo archeologico, seppur di breve durata contro la facciata esterna del grande vallo ovvero quella rivolta a Nord. Nell'occasione si riconobbe una porzione del vallo difensivo composto da centinaia di migliaia di pietre di fillade e granito, alterati sin in profondità del corpo della struttura da un calore enorme tanto che moltissimi graniti figuravano letteralmente scoppiati e disgregati, segni di un grande incendio appiccato forse in occasione di un attacco.

Ora, a distanza esatta di 20 anni, il vallo viene scoperto una seconda volta. All'interno del parcheggio dell'Hotel Temlhof, nelle ultime due settimane si è provveduto, su indicazione di Catrin Marzoli, direttrice dell'Ufficio Beni Archeologici provinciale, coadiuvata dal dottor Umberto Tecchiati, Ispettore dello stesso Ufficio, a mettere in luce la cortina esterna del vallo in questa area. I lavori sul campo, affidati alla Società di Ricerche Archeologiche di Gianni Rizzi, hanno subito evidenziato che il vallo poteva avere tra i 12 e i 14 metri di larghezza e un'altezza residua di 4 metri. Numerose furono le ristrutturazioni esterne della muratura, tanto che in sezione oggi il vallo appare composto da vari muri l'uno ricoprente l'altro. Il vallo era anche accostato sul lato oggi esplorato da una rampa inclinata che doveva condurre in sommità i difensori. Nei due secoli posteriori alla prima distruzione, avvenuta probabilmente all'inizio del V sec. a.C:, pare che il manufatto abbia subito altre ingiurie da parte del fuoco, una forse in concomitanza con la grande distruzione del villaggio avvenuta all'inizio del IV secolo a.C.