BRESSANONE. Un sistema innovativo che interessa soprattutto donne in gravidanza e mamme con bambini piccoli, ma viene incontro anche ai padri di famiglia e ai single che devono affrontare una serie di infinite difficoltà extra lavorative. Qui subentra il telelavoro che nel comune di Bressanone sta prendendo sempre più piede. E' molto più semplice di quello che si possa immaginare. Una volta raggiunto l'accordo fra le due parti, viene installato un terminale a casa del dipendente che poi potrà svolgere le sue normali mansioni lavorative comodamente dalla propria abitazione.

«Sono casi che analizziamo volta per volta – spiega l'assessore competente, Paula Bacher - Dipende poi anche dalla tipologia di lavoro svolto e quanto contatto si abbia con il pubblico. Ovviamente alcune ore devono essere regolarmente svolte in ufficio ma questo viene poi valutato caso per caso. Attualmente sono 4 gli addetti comunali che svolgono le loro mansioni con l'aiuto del telelavoro ma non è il primo anno».

La tipologia di questo sistema può essere intesa come un modo di lavorare indipendente dalla localizzazione geografica dell'ufficio o dell'azienda, facilitato dall'uso di strumenti informatici e telematici e caratterizzato da una flessibilità sia nell’organizzazione, sia nelle modalità di svolgimento. Si tratta di un concetto fortemente legato all'evoluzione delle tecnologie informatiche e quindi soggetto ad una continua trasformazione che sempre più sta progredendo anche in valle d'Isarco e in Alto Adige. Anche se c’è chi afferma che sia possibile telelavorare senza impiegare tecnologie raffinate, utilizzando semplicemente un telefono o un fax, la realtà è del tutto differente, soprattutto ai giorni nostri: per ricreare un ambiente tipico dell’ufficio in un posto diverso le moderne tecnologie sono molto più di un optional. Il telelavoro è molto più di una tecnica per delocalizzare gli uffici: esso permette di liberare il lavoro dai vincoli spaziali e temporali, e, di conseguenza, le persone possono scegliere dove e come lavorare. Non si tratta di una professione, né di un mestiere: chi telelavora resta comunque un dipendente del Comune (in questo caso specifico). Nella sua ultima seduta di giunta, si è deliberato all'unanimità di procedere con questo sistema con 4 dipendenti del Comune per svariati motivi, in particolare quello di dover accudire bambini piccoli a casa o per la maternità. I dipendenti dovranno quindi garantire 9 ore di telelavoro alla settimana e di specificare il piano di lavoro dettagliato nel contratto di lavoro, da sottoscriversi prima del primo gennaio del prossimo anno. Tuttavia, per svolgere i suoi compiti, il dipendente comunale non dovrà più recarsi in ufficio per le classiche otto ore lavorative, perché il suo posto di lavoro sarà ovunque ci sia una connessione alla rete aziendale o la possibilità di inviare file e messaggi.

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