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BOLZANO. Ancora la secessione. La Convenzione dei 33 sulla riforma dello Statuto anche ieri si è divisa sulla proposta di inserire questo tema nel documento preliminare. E anche ieri non c’è stata mediazione possibile. Christoph Perathoner (Svp) ha difeso il proprio documento, sostenuto dalla destra tedesca. Secca è stata invece la presa di posizione del costituzionalista Roberto Toniatti, che ha parlato di «provocazione», e per di più una provocazione inutile, «proporre di inserire il diritto all’autodeterminazione in una legge italiana». Toniatti ha sottolineato che si darebbe per scontato che tedeschi e ladini siano un «popolo», mentre si tratta di «minoranze nazionali, in base alla convenzione quadro del Consiglio d’Europa, tutelate «proprio perché si esclude il diritto all’autodeterminazione».
Perathoner ha replicato, portando altri esempi internazionali del riconoscimento del diritto alla secessione e della definizione delle minoranze. È giusto che il preambolo sulla riforma dello Statuto contenga l’ipotesi di autodeterminazione, ribadisce Perathoner. D’accordo con Perathoner (avvocato e Obmann della Svp del circondario di Bolzano) Luis Durnwalder e Andreas Widmann. Secessione? Sì grazie, ha scandito Walter Eccli, che come uno dei rappresentanti del gruppo italiano ha contestato Toniatti, «lei parla di provocazione, mentre per me l’autodeterminazione è la massima espressione della democrazia di base». No deciso di Riccardo Dello Sbarba («non approverò un preambolo con un richiamo all’autodeterminazione»), Roberto Bizzo e Maurizio Vezzali.
«Il diritto all’autodeterminazione è un tema politico, stia pure negli statuti dei partiti a favore, non nello Statuto di autonomia», dice Vezzali, contrario anche all’inserimento del riferimento alle radici giudaico-cristiane nel preambolo, come proposto da Perathoner e dalla destra tedesca: «Lo Stato è laico». Anche su questo si è fatto sentire Toniatti: «Radici giudaico cristiane? Con l’immigrazione la situazione è destinata ad essere più articolata». Dello Sbarba: «È come se cercassimo di marcare il territorio nei confronti di chi arriva. Le radici ci sono,lo testimonia il nostro stesso paesaggio». Nella prossima seduta verrà redatta la versione finale del preambolo e su quella i «33» si esprimeranno. Discussione animata ieri, tra l’altro, su eventuali relazioni di minoranza e su come i tecnici valuteranno il consenso dei componenti della Convenzione. Toniatti ha parlato di «percezione», visto che non è prevista nemmeno una votazione finale. La forzatura sull’autodeterminazione ha creato molta attenzione sui lavori. Come se la Svp «provinciale» volesse calmare le acque, è arrivato ieri un documento sulla cultura firmato dalla consigliera Magdalena Amhof. Un documento pacato, che esordisce parlando dell’autonomia come scelta anche per il futuro dell’Alto Adige. Alla vigilia era stato ipotizzato un documento sulla cultura firmato dallo Schütze Florian von Ach, che nella scorsa seduta aveva sostenuto Perathoner sull’autodeterminazione. Non è stato depositato. La convenzione dei 33 terminerà i lavori alla fine di giugno. A settembre è prevista la presentazione del documento finale al consiglio provinciale, per l’avvio della discussione in aula. (fr.g.)
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