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BOLZANO. «La mia seconda vita? Non tornerei mai indietro». Lizzy Bianconi, classe 1963, anni fa ha svoltato e si è reinventata. «Ci pensavo da tempo». Poi un incidente l'ha costretta a fermarsi e a curarsi. «Ho preso un anno di aspettativa e poi ho deciso». Insegnava italiano alle scuole tedesche. Era di ruolo e si è dimessa. Oggi crea piccoli oggetti e dipinge. Di pochi giorni fa l'ultima mostra alla "Piccola Galleria". «Faccio anche mercatini, mi aspetta quello di Natale». Un salto nel buio fatto in coppia.«Se non avessi avuto a fianco Vanni, forse non ce l'avrei fatta».Lui, Vanni Barone, classe 1956, docente di Economia aziendale e titolare di una società di produzione multimediale, ha sempre detto, parafrasando Luciano De Crescenzo, che non basta allungare la vita ma è fondamentale allargarla, riempirla di cose. Di progetti nuovi, di viaggi. Anche lui si è dimesso dopo anni di riflessione e da anni "corrono" insieme. L'inizio non deve essere stato facile. «Non lo è stato per nulla, racconta Lizzy Bianconi. Passare da un lavoro fisso al vuoto non è semplice. È stato un salto nel buio. Una sfida. Sono laureata in Lettere moderne e ho sempre insegnato con moltissima passione. Ma sentivo che non bastava, che c'era tanto altro da fare. Un mondo da scoprire che ci aspetta».
Poi la svolta.
Sì. Ho avuto l'incidente nel 2004 e ho dato le dimissioni nel 2012 poco prima dei 50 anni perché ho detto o adesso o mai più. E sono uscita dalla routine.
Familiari e amici come l'hanno presa?
Mia mamma era molto preoccupata, poi ha capito. Tra gli amici c'è chi mi ha sostenuto, altri proprio non hanno capito.
L'incidente, come è successo?
Sono appassionata di cavalli, hanno fatto sempre parte della mia vita. Un giorno ne stavo portando uno "a mano" ad un concorso. C'era tanta gente, si è impennato, non l'ho mollato per paura che scappasse e mi ha colpito il viso con uno zoccolo. Una botta violentissima. Sono finita a terra con varie fratture al volto. Ancor oggi ho una placca al titanio sulla fronte e una "catenella" dello stesso materiale all'attaccatura del naso. Ho avuto seri problemi di diplopia, non riuscivo a mettere a fuoco le immagini, ho sofferto di perdita di concentrazione e di insonnia.
Mesi immobile, ha riflettuto?
Sì, mi sono dovuta fermare a riflettere. Mi sono resa conto che la vita è breve e che da un giorno all'altro tutto può cambiare. Così ho preso un anno di aspettativa. Ho viaggiato molto, anche con Vanni. Viaggi minimalisti con lo zaino e via, ci spostavamo con i mezzi pubblici: Australia, Inghilterra per imparare l'inglese e ancora Bolivia, Nuova Zelanda ecc. Questo ultimo viaggio è stato decisivo per il cambiamento. Ho visto famiglie trasferirsi, accettare il nuovo. Noi italiani mettiamo radici però può essere limitante. Volevo imparare a muovermi con più leggerezza. Quindi ho deciso e ho dato le dimissioni. Bisognava inventarsi una nuova vita. Non sapevo cosa sarebbe stato, poi mi sono dedicata alle mie passioni. Dipingo da sempre, ho sempre lavoricchiato con le mani. Volevo fare qualcosa che mi desse gioia, non sapevo cosa. Così prima ho iniziato a lavorare la pasta di sale poi a creare bigiotteria di riciclo e quadri con legni di riuso e vecchi attrezzi, sempre sperimentando. Ho fatto domanda per il Mercatino di Natale degli artigiani e mi hanno presa. Ci sarò anche quest'anno. Sono finita tra i ragazzi che fanno bancarelle, una vita diversa, un altro mondo, mai stato il mio.
In questi giorni ha esposto i suoi quadri alla Piccola Galleria, sempre a Bolzano.
Sì, è stata una mostra originale e diversa rispetto alle precedenti, a parte i soggetti che sono sempre donne. E non so dire perché. Continuo a sperimentare usando materiali diversi e di riuso. Ho ridato colori vivi ai miei quadri e li trovo più gioiosi. Ho sempre fatto figurativo, olio soprattutto. Invece ora le mie donne dal collo lungo sono stilizzate, realizzate su legno riciclato da vecchie barche, infissi, tavole. Materiali di cui sono andata alla ricerca nel corso degli anni. Ogni legno richiede un'attenzione particolare, di seguirne ad esempio le venature col colore, oppure di non venire tagliato in formati tradizionali. Non più azzurro/grigio/blu navy che hanno caratterizzato la mia produzione degli ultimi anni, ma colori vivaci, rosso, oro, bronzo e arancio. E capelli ricci in fil di ferro lavorato a mano, arricciati da fiori, pigne, ghiande, perle e bottoni.
In questa sua seconda vita è stato fondamentale avere un compagno di viaggio con cui condividere tutto.
Certo, condividiamo le stesse scelte non facili. Vanni è tollerante, rispettoso di tutti. Un punto fermo. Lui dice sempre che è contento di non essere rimasto nell'ingranaggio che lo avrebbe distrutto. La sua svolta è arrivata con un incidente in moto. Ha sempre sognato di girare il mondo in barca, possibilmente portando persone, e lo sta facendo. Solo vento, senso di libertà che arriva con niente. Una condivisone di esperienze. Io però non sono una donna di mare, lo seguo ma quando fa cose non impegnative, sono un coniglio a bordo, l'oceano potente mi fa troppa paura.
E adesso?
Mi sono ripresa una cavallo, Farao (meravigliao), per me gioia pura.
Consigli?
Non ho consigli da dispensare. Rifarei il salto nel buio. Ma serve sempre qualcuno che tenga stretta la mano. Poi è vero la vita non ha bisogno di essere allungata, ma allargata.


