BOLZANO. Se le primarie di centrosinistra di domenica sono diventate una sfida vera con cinque candidati, sicuramente lo si deve a Matteo Renzi e alla sua corsa iniziata in largo anticipo. I comitati Renzi hanno chiuso ieri la campagna elettorale ufficiale, anche se continuano i volantinaggi. «L’obiettivo è portare più votanti possibili ai seggi», spiegano. Lì stanno le possibilità di successo di Renzi. La galassia dei renziani altoatesini si è presentata ieri nella sede del Pd attraverso i referenti dei comitati: Guglielmo Concer, Paolo Berlanda, Carlo Bassetti, Luigi Tava (Ora), Roberto Galera (Vipiteno) e Sandra Lando (Merano). Tra i protagonisti anche Rosalba Leuzzi e l’assessore Roberto Bizzo.

La rottamazione è ormai passata di moda. I renziani parlano di utile provocazione iniziale che ha prodotti buoni frutti. La campagna elettorale ha visto il grande successo delle 700 persone al Rainerum per ascoltare Renzi e la collaborazione non sempre fluida tra le diverse componenti. Bassetti lo nega: «È una visione distorta che ci sia da una parte il gruppo Bassetti-Calò e dall’altro Concer-Berlanda». Ma Berlanda sottolinea: «No, le differenze ci sono, ma vanno sfruttate per un progetto unico».

Secondo Concer, il progetto di Renzi come eventuale candidato premier, «è il giusto mix di politica e rinnovamento per fare da traino a un elettorato più largo. Tra noi ci sono ex Margherita, ex Ds, esponenti della sinistra riformista e ciò non è confusione ma arricchimento. La forza del programma di Renzi è che non contiene né proclami né grandi promesse né formule magiche per salvare l’Italia. L’obiettivo è un governo che parta dall’esperienza Monti per arricchirla su temi come il lavoro e gli investimenti». Le primarie sono sul candidato premier, ma Concer si allarga ai temi locali: «In questi anni è mancata la capacità di dialogo con lo Stato. Si è giocato sui rapporti con una o due persone, ma la stessa Svp ammette di avere sbagliato. Sull’energia dopo le vicende incresciose dello scandalo diciamo sì a una nuova società con Ae, Sel, altre società comunali, Comuni, azionariato popolare e Provincia». Bassetti rivendica: «Sono del Pd e il programma di Renzi è riformista e di centrosinistra, ma non ha disegnato uno steccato attorno a sé, mentre Vendola si rivolge alla sinistra e Bersani sfrutta la sua immagine di usato sicuro. La nuova chiave della rottamazione è puntare sui giovani e le donne in un paese in cui a 40 anni fai fatica a entrare in consiglio comunale». Bassetti però avverte: «Le primarie non vanno trasformate in un congresso locale o nazionale. La battaglia tra correnti non ci porta da nessuna parte». Berlanda (presidente delle Acli) sottolinea: «Abbiamo instaurato un modo diverso di condurre la competizione politica: le primarie non individueranno solo il candidato premier, ma hanno risvegliato la curiosità politica di tante persone tentate dall’astensione. Renzi può attirare chi è stato deluso dal centrodestra e questi voti non sono meno belli. Sui temi, sì alla cittadinanza per chi nasce in Italia, sì alla riduzione della pressione fiscale, investimenti su scuola pubblica e privata».

Questa mattina Dario Franceschini sarà a Bolzano per il comitato Bersani alle 10.45 al circolo Pd di via Resia 65.

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