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Bolzano. Per la prima volta insieme, mettendo a confronto visioni, esperienze, stili di lavoro e anche caratteri. Renzo Caramaschi e Roberto Zanin, i candidati sindaci di centrosinistra e centrodestra, sono stati ospiti ieri mattina nella redazione del giornale Alto Adige. Discussione serrata. Un educato, a volte insofferente duello, all’altezza di una partita davvero aperta. Nel pomeriggio si sono rivisti al dibattito organizzato dal Forum democratico. In questa campagna elettorale non ci saranno molte altre occasioni, e ancora meno quelle tra tutti i dieci candidati sindaci. Questo il colloquio con il direttore Alberto Faustini e le giornaliste Antonella Mattioli e Francesca Gonzato.
Come avete votato alle ultime elezioni comunali?
CARAMASCHI: Nel 2016, come candidato sindaco, ho votato per la mia lista civica. Alla tornata precedente avevo scelto il Pd.
ZANIN: Vivo ad Appiano, ho votato per la lista civica di Massimo Cleva.
Che rapporti avete tra voi, vi conoscevate prima di diventare avversari?
CARAMASCHI: Non lo conoscevo, non frequento il mondo del calcio.
ZANIN: Non ci eravamo mai incontrati. Io però lo conosco bene come sindaco.
Avete davanti a voi un elettore indeciso, pare che non siano pochi. Come lo convincete a votare per voi?
CARAMASCHI: Nel programma del 2016 avevamo previsto di portare la cultura nei quartieri, come adesso leggo che intende fare Zanin. L’idea vincente è la “occupazione” fisica dei quartieri con eventi. Poi però bisogna fare le cose, altrimenti sono solo parole. Le risorse in parte ci sono. Se Zanin diventerà sindaco le troverà, insieme a tutto il programma per le infrastrutture. Nei prossimi mesi dovremo affrontare una situazione difficile, bisogna investire sulla scuola e sull’educazione, perché gli spacciatori al parco Stazione sono lì per rispondere a una richiesta di mercato.
ZANIN: Abbiamo stima della amministrazione attuale. Intendiamo proseguire tenendo le cose buone, modificando ciò che serve. Il nostro slogan è “cambiamento responsabile”. Parliamo di “Bolzano capoluogo” nel senso che la città deve diventare effettivamente al centro degli investimenti, a partire dalla circonvallazione, di cui abbiamo necessità. Serviranno molti fondi, ma vorremmo essere più svincolati dalla Provincia. La mia proposta è un fondo pubblico-privato per le infrastrutture, come a Milano e in altre città. Vorrei anche coinvolgere di più gli imprenditori, magari non uno solo, con formula Ppp.
CARAMASCHI: Parole...
ZANIN: Fino a due mesi fa facevo un altro lavoro, certo che al momento ho solo un programma. Non me lo si ripeta in continuazione. Parliamo di metodo? Proprio perché arrivavo da un’altra realtà ho dovuto ascoltare molto, e mi è piaciuto. Il sindaco ha preso in mano un Comune commissariato ed è andato avanti con lo stesso stile, dicendo molti “io” e ascoltando poco, altrimenti sul tram non avrebbe perso in quel modo.
CARAMASCHI: Ecco la favola dell’uomo solo al comando. Ho fretta, lavoro dodici ore al giorno, ma sul Piano strategico abbiamo coinvolto associazioni e parti sociali, in giunta si discute, poi c’è il Consiglio. Seguo le leggi e basta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Come avete votato alle ultime elezioni comunali?
CARAMASCHI: Nel 2016, come candidato sindaco, ho votato per la mia lista civica. Alla tornata precedente avevo scelto il Pd.
ZANIN: Vivo ad Appiano, ho votato per la lista civica di Massimo Cleva.
Che rapporti avete tra voi, vi conoscevate prima di diventare avversari?
CARAMASCHI: Non lo conoscevo, non frequento il mondo del calcio.
ZANIN: Non ci eravamo mai incontrati. Io però lo conosco bene come sindaco.
Avete davanti a voi un elettore indeciso, pare che non siano pochi. Come lo convincete a votare per voi?
CARAMASCHI: Nel programma del 2016 avevamo previsto di portare la cultura nei quartieri, come adesso leggo che intende fare Zanin. L’idea vincente è la “occupazione” fisica dei quartieri con eventi. Poi però bisogna fare le cose, altrimenti sono solo parole. Le risorse in parte ci sono. Se Zanin diventerà sindaco le troverà, insieme a tutto il programma per le infrastrutture. Nei prossimi mesi dovremo affrontare una situazione difficile, bisogna investire sulla scuola e sull’educazione, perché gli spacciatori al parco Stazione sono lì per rispondere a una richiesta di mercato.
ZANIN: Abbiamo stima della amministrazione attuale. Intendiamo proseguire tenendo le cose buone, modificando ciò che serve. Il nostro slogan è “cambiamento responsabile”. Parliamo di “Bolzano capoluogo” nel senso che la città deve diventare effettivamente al centro degli investimenti, a partire dalla circonvallazione, di cui abbiamo necessità. Serviranno molti fondi, ma vorremmo essere più svincolati dalla Provincia. La mia proposta è un fondo pubblico-privato per le infrastrutture, come a Milano e in altre città. Vorrei anche coinvolgere di più gli imprenditori, magari non uno solo, con formula Ppp.
CARAMASCHI: Parole...
ZANIN: Fino a due mesi fa facevo un altro lavoro, certo che al momento ho solo un programma. Non me lo si ripeta in continuazione. Parliamo di metodo? Proprio perché arrivavo da un’altra realtà ho dovuto ascoltare molto, e mi è piaciuto. Il sindaco ha preso in mano un Comune commissariato ed è andato avanti con lo stesso stile, dicendo molti “io” e ascoltando poco, altrimenti sul tram non avrebbe perso in quel modo.
CARAMASCHI: Ecco la favola dell’uomo solo al comando. Ho fretta, lavoro dodici ore al giorno, ma sul Piano strategico abbiamo coinvolto associazioni e parti sociali, in giunta si discute, poi c’è il Consiglio. Seguo le leggi e basta.
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