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BOLZANO. C’è un ciclone che sta investendo la sanità altoatesina e si chiama spending review.
L’impugnazione del provvedimento da parte della Provincia seguirà il proprio corso, ma la direzione generale della Asl ha dovuto avviare le procedure di applicazione del decreto, in vigore dal 7 luglio. Tutti i livelli della sanità, dall’amministrazione ai primari, sono alle prese con una serie di richieste di risparmio sul budget da rispettare entro fine anno.
Ne risentiranno i posti letto, le degenze, gli interventi chirurgici non urgenti, gli acquisti di materiale sanitario come le protesi, gli appalti. Tra le crisi in corso, gli appalti per le protesi, che alla Asl arrivano a costare l’80% in più della soglia fissata dalla spending review. Come se non bastasse, nell’incontro con i sindacati dell’altro giorno, il direttore generale Andreas Fabi ha anticipato che la sanità risentirà della diminuzione del bilancio provinciale prevista per il 2013: per la Asl la stima è di un minore finanziamento di 30-40 milioni rispetto all’attuale budget di 1,2 miliardi.
Il direttore amministrativo della Asl Marco Cappello conferma: «I direttori della Asl elaboreranno un pacchetto di risparmi che verrà presentato alla giunta provinciale entro la fine di ottobre e verrà discusso con le parti sociali. Nell’elaborazione di tali misure, l’indicazione che abbiamo ricevuto dalla giunta è di garantire il massimo dei risparmi, senza incidere sui servizi ai cittadini».La quadratura del cerchio?
I posti letto. La spending review fissa il parametro di 3,7 posti letto ogni mille abitanti: la sanità altoatesina perderà 285 letti, attraverso la soppressione di unità operative complesse, ovvero reparti. Ci lavora, ospedale per ospedale, il direttore sanitario Oswald Mayr. Protesi & Co. Sul materiale sanitario si è aperta una vera e propria emergenza. Riassume Cappello: «I funzionari stanno rivedendo centinaia di contratti, convocando le ditte interessate». La spending review ha fissato un prezzo di riferimento per ogni prodotto sanitario. Negli acquisti le Asl non possono superare quel parametro del 20% pena, avverte Cappelllo, «la responsabilità diretta del funzionario che firma il contratto». Gli esperti della Asl hanno esaminato le tabelle ministeriali e le conclusioni in alcuni casi sono state allarmanti: su beni come le protesi gli acquisti della Asl finora superano i costi base fino all’80%. Precisa Cappello: «Non perché qui si sprechi, ma perché si acquistano beni di qualità. Secondo i nostri tecnici, i costi fissati dal governo sono troppo». L’operazione in corso è ridiscutere i contratti fuori scala. Dove non sarà possibile, aggiunge Cappello, «andranno cancellati. L’aspetto più grave è che aziende specializzate in prodotti sofisticati rischiano di saltare, perché non saranno in grado applicare simili riduzioni di prezzi ».
Operazioni rinviate. Mentre la legge ha rinviato a fine dicembre il termine per la presentazione dei piani sui posti letto, i primari sono in fibrillazione per una lettera inviata dalla direzione generale in agosto. Riassume Cappello: «La spending review ci impone una riduzione di tutti gli appalti di beni e servizi del 5 per cento all’anno. Ai primari abbiamo fissato un obiettivo di taglio del 2,5% per il semestre fino alla fine dell’anno». I primari dovranno ridurre del 2,5% il budget annuale. Ma questo, parlando di sanità, significa che potranno essere rinviate le operazioni non urgenti, contenute ulteriormente le degenze, ridotto l’acquisto di materiali. «I direttori di comprensorio stanno rivedendo i budget 2012 con tutti i primari», riferisce Cappello.
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