BOLZANO. Quella del governo Monti sarà una vera stangata e colpirà tutti, autonomie speciali incluse. Oggi l'incontro di Monti con i presidenti delle Regioni e Province autonome. A Bolzano il timore è di un nuovo salasso da 120 milioni. Un miliardo per tutte le speciali. Nel giro dei colloqui in vista della manovra (aggiornata ieri all'ipotesi di 24 miliardi), il presidente del Consiglio Mario Monti incontrerà oggi alle 12 i responsabili degli enti territoriali: Regioni, Province e Comuni. I margini di trattativa si prospettano minimi, se non nulli.

Sarà forse anche per questo che il presidente provinciale Luis Durnwalder ha deciso di non disdire un impegno all'estero programmato da tempo. Durnwalder non si recherà a Roma per l'appuntamento con Monti. Palazzo Widmann sarà rappresentato questa mattina dal vicepresidente Christian Tommasini, che durante il viaggio concorderà la linea con il presidente trentino Lorenzo Dellai.

Cifre ufficiali non ne sono girate neppure ieri. Alcune indiscrezioni romane sono state sufficienti per creare inquietudine tra Provincia e parlamentari. Le autonomie speciali sarebbero chiamate a un sacrificio ulteriore sul 2012 di un miliardo. Le proiezioni per la Provincia vedrebbero un aggravio di 120 milioni del patto di stabilità per l'anno prossimo. Una cifra che si aggiunge ai 301 milioni già fissati (gli ultimi 49 milioni arrivati con il maxiemendamento approvato prima delle dimissioni di Berlusconi). Se così, il bilancio della Provincia sarebbe chiamato a un sacrificio di 421 milioni.

«A questo punto veramente troppi», anticipa l'assessore al Bilancio Roberto Bizzo, «stavamo ragionando su come fare fronte agli ultimi 49 milioni ed era già complicato». Le ripercussioni? Ulteriore taglio dei capitoli di bilancio e probabilmente dei trasferimenti ai Comuni. Di fronte a una manovra che fa tremare le vene all'Italia intera, le «speciali» non si fanno illusioni. «Proveremo a trattare su ulteriori competenze, ma non credo che ci sia né tempo né disponibilità in questa fase», ammette Bizzo.

Nella Svp c'è chi spinge per lanciare ora, oltre a proposte di nuove competenze, anche l'assunzione a Palazzo Widmann di una parte del debito statale. Qualche proiezione verrà preparata nei prossimi giorni. Ma il deputato della Svp Siegfried Brugger non ci crede: «L'autonomia integrale è un processo lungo. Non ci si inserisce così in una manovra che tra pochi giorni diventerà legge. Peccato invece che Durnwalder non vada da Monti. E' una occasione persa di primo confronto diretto tra i due».Tommasini anticipa la giornata di oggi: «Alle 9.30 avremo la riunione preparatoria con le Regioni, poi l'incontro con Monti».

Tommasini ricorda la linea della giunta: «Faremo ancora la nostra parte per risanare la finanza pubblica. L'importante è che le misure siano sotto il segno dell'equità e rapportate al peso specifico di ogni realtà. Bolzano e Trento hanno già fatto molto in particolare, assumendosi la responsabilità dell'Accordo di Milano». Conferma Lorenzo Dellai, ieri a Bolzano per il convegno delle liste civiche: «Diremo a Monti quanto dicevamo a Berlusconi: siamo pronti a ulteriori sacrifici, ma chiediamo che ciò avvenga nel rispetto delle prerogative riconosciute dallo Statuto e che non subentri un intento punitivo verso le autonomie speciali».

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