BOLZANO. Luigi Spagnolli spiega la sua strategia elettorale. La ricerca del voto moderato, la scossa al Pd, in ritardo su lista e idee, lo strappo con gli ecosociali, «che speravo di evitare», la lista civica. Al momento la sua candidatura al terzo mandato è sostenuta da Pd, civica per Spagnolli, Svp (non ancora ufficiale), socialisti e, novità di ieri, Projekt Bozen dopo la rottura con i Verdi. Così il sindaco dopo la seduta di giunta.
L’alleanza con gli ecosociali è chiusa o in queste ore, prima della presentazione della candidata Stefanelli, ci sarà un tentativo di recupero?
«Mi dispiace per la situazione. In questi dieci anni abbiamo collaborato con grande onestà intellettuale. Con Patrizia Trincanato e Luigi Gallo in giunta e con i consiglieri sono uscite modalità positive per risolvere le situazioni. Spererò fino all’ultimo in un recupero. Sono convinto che possiamo lavorare bene insieme. La bozza di programma può essere condivisa anche da loro, che possono portare i valori di sinistra nel governo della città. Comunque i valori di sinistra li ha anche il Pd e verranno portati avanti attraverso i suoi esponenti più sensibili su questo. E poi, bisogna vedere come andranno le elezioni, potremmo dover collaborare ancora...».
Gli ecosociali sostengono che la loro cancellazione dalla alleanza sia parte integrante della strategia per le comunali. «No, avrebbero avuto un ruolo. Abbiamo avuto poco tempo per ragionare insieme. A febbraio c’è stata la querelle tra me e Bizzo sulle primarie, poi il tavolo con la Svp sul programma...».
L’esclusione da quel tavolo è uno dei motivi della rottura. Perché non coinvolgere tutti gli attuali alleati?
«Era la condizione della Svp per l’appoggio al primo turno. Per la prima volta la Svp vuole stendere un programma dettagliato. Non c’era più molto tempo per discuterne con gli ecosociali e non hanno voluto darmi una cambiale in bianco, anche se lavoriamo insieme da dieci anni, mi conoscono e non si può pensare che ad un certo punto impazzisco. Hanno fatto la loro scelta, anche per avere più successo elettorale. Legittimo».
Qual è la filosofia della sua lista civica?
«Evitare la diaspora dei voti di centro. Per trenta anni troppi bolzanini sono stati imbrogliati dalla destra, che sosteneva di tutelarli. La verità è che in questo modo quasi la metà dei bolzanini ha votato per forze che sono rimaste all’opposizione e che non sono mai state ascoltate dalla Svp. Quell’elettorato può votare per una o più liste civiche e avere un ruolo per governare».
Lei punta dunque anche all’elettorato di destra?
«No, le destre ci sono e prenderanno i voti di destra. Io punto all’elettorato moderato che votava a destra, ma non lo è. Noi siamo di centrosinistra, la destra è un’altra cosa».
E il Pd?
«Deve darsi una mossa. È il mio partito, sarò la mia lista di riferimento, la civica è una delle liste che mi sostengono. Il Pd ha bisogno di fare vedere che c’è, perché è partito fondamentale per vincere le elezioni. Il Pd dia un segnale di vita su candidature e temi. Le riflessioni ci sono state, è tempo di farle venire fuori».
Come immagina la lista Pd?
«Vorrei una evidente presenza di novità, che comunichi un modo nuovo di pensare».
Senza ecosociali sarà più difficile vincere al primo turno.
«Corro per vincere subito».
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