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BOLZANO. «Il premier Renzi mi ha assicurato che parlerà con il ministro Delrio e si troverà un accordo. La proposta avanzata l’altro giorno è indecente e offensiva». Così Karl Zeller, ieri, dopo un pranzo con il presidente del consiglio Matteo Renzi, in cui si è discusso della situazione di stallo al Senato sulla riforma costituzionale, ma il senatore della Svp ha approfittato dell’occasione per parlare anche della trattativa in corso tra le due Province e Roma. Questo all’indomani dell’incontro tra i presidenti di Bolzano e Trento, Arno Kompatscher e Ugo Rossi, e i rappresentanti del governo Renzi, il sottosegretario Gianclaudio Bressa e il capo di gabinetto del ministro Padoan, Roberto Garofoli, che si è risolto con un secco no dei due governatori alla proposta dell’esecutivo: bocciato il criterio del «residuo fiscale», Roma ha chiesto a Bolzano e Trento di ritirare tutti i ricorsi pendenti alla Corte Costituzionale (valore 6 miliardi di euro) in cambio dell’impegno a non fare manovre aggiuntive a carico delle due Province fino al 2017. Ma contemporaneamente il governo ha prospettato la richiesta di ulteriori accantonamenti come contributo al risanamento dei conti pubblici, senza per altro quantificarne l’entità.
«Se non si trova una soluzione - avverte Zeller - non potremmo più sostenere un governo che continua ad operare tagli illegittimi al nostro bilancio. Il mio gruppo lo scorso anno aveva votato, turandosi il naso, una legge di stabilità che prevedeva - lo ripeto - tagli illegittimi con l'impegno però di trovare una soluzione. Così non è stato e io non mi farò prendere per il naso una seconda volta».
Anche il presidente Kompatscher auspica che la “pratica” d’ora in poi venga trattata direttamente da Palazzo Chigi, perché “la proposta presentata dal capo di gabinetto del ministro Padoan è, per usare un eufemismo, fuori luogo”. «A questo punto il prossimo passo - dice il presidente della Provincia - lo deve fare il governo. Noi abbiamo approvato a suo tempo la legge di stabilità con l’assicurazione che sarebbe stata trovata una soluzione. Se così non sarà, il problema da tecnico diventerebbe politico. Credo che il messaggio sia stato recepito da Roma».
Ma in tempi di lacrime e sangue, cosa si attendono le due Province? «Vogliamo - dice Rossi -che si definisca un criterio oggettivo con cui partecipiamo al risanamento della finanza pubblica a partire dal 2018, quando verranno a mancare gli arretrati».
Il sottosegretario Gianclaudio Bressa cerca di smorzare la tensione e assicura: «La discussione torna al tavolo politico, ovvero a palazzo Chigi. La convocazione dell’incontro con i due presidenti delle Province è prevista per la prossima settimana. Se si troverà il tempo? Sicuramente: bisogna trovarlo. Il problema è delicato, perché riguarda anche le altre regioni a statuto speciale come Friuli e Valle d'Aosta. Si deve arrivare ad una soluzione prima della legge di stabilità».
Sulla vicenda prende posizione il deputato del Patt Mauro Ottobre, per rimproverare al governo di “sottovalutare i problemi che interessano le autonomie che hanno sempre concorso al riequilibrio dei conti pubblici e nel contempo hanno operato con una ulteriore assunzione di responsabilità e competenze senza alcun onere per lo Stato”.
Per Riccardo Fraccaro, deputato dei Cinque Stelle, “Renzi ha deciso di portare avanti il suo disegno che prevede l’abbattimento delle Regioni speciali”.(a.m)


