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BOLZANO. Achammer esce dalla porta, guarda Kompatscher e il segretario organizzativo Gerhard Duregger. «Adesso un caffè». Sono quasi le 14, i vertici della Svp hanno incontrato prima il Pd e poi i Verdi con il Pd, per la prima volta insieme nelle stanze di via Brennero. Il secondo giro di consultazioni per la giunta provinciale è terminato. Lega o Verdi con il Pd? «Le opzioni sono tutte aperte, abbiamo problemi con l’una e con l’altra scelta», ribadisce l’Obmann Philipp Achammer, «Non c’è una strada già imboccata». È talmente complicato, che nella riunione con la sola delegazione del Pd la Svp ha sondato ancora una volta su un possibile coinvolgimento sia della Lega che del Pd nella futura coalizione. E ancora una volta il Pd ha risposto «non se ne parla». Avanti allora con la scelta tra Lega e Verdi-Pd.
Il parlamentino della Svp si riunirà lunedì 26 novembre e lì è previsto il voto sul partner con cui avviare le trattative di giunta. Non è neppure escluso che il voto slitti. La prossima settimana sarà dedicata alle discussioni interne ed eventuali riunioni ufficiose con le delegazioni.L’unica certezza è che la giunta, a norma di legge, deve nascere entro metà febbraio. La Lega continua a essere in vantaggio per molti motivi, ma le resistenze nella Parteileitung di lunedì scorso si sono manifestate più numerose e sentite del previsto. E allora i Verdi se la giocano e ieri, a fianco del Pd, la loro missione è stata, riferisce Brigitte Foppa, «smontare i pregiudizi ideologici contro di noi: conosciamo la gente, le lingue, le tradizioni. Farci passare per un corpo estraneo di questa terra, proprio no». Achammer sintetizza: «Con la Lega abbiamo grandi problemi rispetto alla loro visione sulla Europa, mentre di fronte ai Verdi alcune parti dei nostri si chiedono come sarebbe possibile uno sviluppo futuro». Arno Kompatscher conferma: «È complicato e ancora tutto aperto, altrimenti non avremmo organizzato il secondo giro di consultazioni. Non prendiamo in giro le persone». Con la Lega trentina i rapporti continuano ad essere tesi. «Con la Svp non si può neppure parlare di aumentare le competenze regionali», così Achammer. Il clima ieri, riferiscono tutti, è stato buono. Per la prima riunione il Pd si è presentato in formazione larga: segretario Alessandro Huber, consigliere provinciale Sandro Repetto, Andrea Casolari (per la Civica di Merano), Ardelio Michielli (Psi), Sara Endrizzi (Laives), Renate Prader (Bressanone) e Marco Alberto (giovani Pd). Poi al tavolo con Achammer, Kompatscher e Duregger, i Verdi Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba e Hanspeter Staffler si sono seduti Huber, Repetto, Casolari e Michielli. Riferisce Repetto a fine mattinata: «La Svp ha ben chiaro il tenore dell'eventuale alleanza con i Verdi e con noi. I presupposti per un'alleanza ci sono tutti e sono stati sperimentati in diversi comuni altoatesini». I Verdi hanno confermato la linea dialogante su temi come l’urbanistica e l’ambiente («ma sulla nuova legge bisogna tornare a lavorare»), e fatto un confronto indiretto con la Lega: «Con noi in giunta la Svp avrebbe persone che da venti anni si occupano dei temi». Basterà per sciogliere i dubbi dei contadini? Questo uno dei nodi. E c’è anche, riferisce Kompatscher, un problema di numeri e di incastri regionali. Con il Pd e i Verdi mancherebbe un terzo italiano per la vice presidenza del consiglio provinciale. Verdi e Pd replicano: «Potrebbe farlo un consigliere dell’opposizione, come è accaduto in passato». E sulla Regione Brigitte Foppa ha proposto una «giunta istituzionale» dei presidenti, con alcuni obiettivi definiti per superare l’eventuale differenza di «colore» tra la giunta a Bolzano e la maggioranza di centrodestra trentina.
Continuano intanto i posizionamenti nella Svp. Dal direttivo dei giovani è uscito l’orientamento a favore della Lega, mentre le donne, guidate da Renate Gebhard battono i pugni: nella giunta «almeno due donne della Svp». I giovani Verdi rispondono alla Junge Generation. Così Zeno Oberkofler: «Gli Young Greens Southtyrol sono dispiaciuti che proprio i più giovani della Svp puntino ad una politica populista ed antieuropeista. Chi desidera un Alto Adige sociale, sostenibile ed aperto, nella JG ha sbagliato indirizzo».
Mercoledì prima seduta del consiglio regionale. Per la presidenza la Lega potrebbe candidare Roberto Paccher, chiedendo i voti anche alla Svp. Non è escluso che per le minoranze si candidi Ugo Rossi (Patt).
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il parlamentino della Svp si riunirà lunedì 26 novembre e lì è previsto il voto sul partner con cui avviare le trattative di giunta. Non è neppure escluso che il voto slitti. La prossima settimana sarà dedicata alle discussioni interne ed eventuali riunioni ufficiose con le delegazioni.L’unica certezza è che la giunta, a norma di legge, deve nascere entro metà febbraio. La Lega continua a essere in vantaggio per molti motivi, ma le resistenze nella Parteileitung di lunedì scorso si sono manifestate più numerose e sentite del previsto. E allora i Verdi se la giocano e ieri, a fianco del Pd, la loro missione è stata, riferisce Brigitte Foppa, «smontare i pregiudizi ideologici contro di noi: conosciamo la gente, le lingue, le tradizioni. Farci passare per un corpo estraneo di questa terra, proprio no». Achammer sintetizza: «Con la Lega abbiamo grandi problemi rispetto alla loro visione sulla Europa, mentre di fronte ai Verdi alcune parti dei nostri si chiedono come sarebbe possibile uno sviluppo futuro». Arno Kompatscher conferma: «È complicato e ancora tutto aperto, altrimenti non avremmo organizzato il secondo giro di consultazioni. Non prendiamo in giro le persone». Con la Lega trentina i rapporti continuano ad essere tesi. «Con la Svp non si può neppure parlare di aumentare le competenze regionali», così Achammer. Il clima ieri, riferiscono tutti, è stato buono. Per la prima riunione il Pd si è presentato in formazione larga: segretario Alessandro Huber, consigliere provinciale Sandro Repetto, Andrea Casolari (per la Civica di Merano), Ardelio Michielli (Psi), Sara Endrizzi (Laives), Renate Prader (Bressanone) e Marco Alberto (giovani Pd). Poi al tavolo con Achammer, Kompatscher e Duregger, i Verdi Brigitte Foppa, Riccardo Dello Sbarba e Hanspeter Staffler si sono seduti Huber, Repetto, Casolari e Michielli. Riferisce Repetto a fine mattinata: «La Svp ha ben chiaro il tenore dell'eventuale alleanza con i Verdi e con noi. I presupposti per un'alleanza ci sono tutti e sono stati sperimentati in diversi comuni altoatesini». I Verdi hanno confermato la linea dialogante su temi come l’urbanistica e l’ambiente («ma sulla nuova legge bisogna tornare a lavorare»), e fatto un confronto indiretto con la Lega: «Con noi in giunta la Svp avrebbe persone che da venti anni si occupano dei temi». Basterà per sciogliere i dubbi dei contadini? Questo uno dei nodi. E c’è anche, riferisce Kompatscher, un problema di numeri e di incastri regionali. Con il Pd e i Verdi mancherebbe un terzo italiano per la vice presidenza del consiglio provinciale. Verdi e Pd replicano: «Potrebbe farlo un consigliere dell’opposizione, come è accaduto in passato». E sulla Regione Brigitte Foppa ha proposto una «giunta istituzionale» dei presidenti, con alcuni obiettivi definiti per superare l’eventuale differenza di «colore» tra la giunta a Bolzano e la maggioranza di centrodestra trentina.
Continuano intanto i posizionamenti nella Svp. Dal direttivo dei giovani è uscito l’orientamento a favore della Lega, mentre le donne, guidate da Renate Gebhard battono i pugni: nella giunta «almeno due donne della Svp». I giovani Verdi rispondono alla Junge Generation. Così Zeno Oberkofler: «Gli Young Greens Southtyrol sono dispiaciuti che proprio i più giovani della Svp puntino ad una politica populista ed antieuropeista. Chi desidera un Alto Adige sociale, sostenibile ed aperto, nella JG ha sbagliato indirizzo».
Mercoledì prima seduta del consiglio regionale. Per la presidenza la Lega potrebbe candidare Roberto Paccher, chiedendo i voti anche alla Svp. Non è escluso che per le minoranze si candidi Ugo Rossi (Patt).
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