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BOLZANO. Toccherà a Philipp Achammer caricarsi sulle spalle di ventottenne un partito pesante come la Svp, pesante di problemi, personalità, correnti, storia. Achammer è l’unico candidato al ruolo di Obmann. L’appuntamento con l’elezione è il congresso del 3 maggio. Doveva essere un normale congresso non elettivo sulle elezioni europee. Lo scandalo dei vitalizi ha ribaltato il tavolo. L’Obmann Richard Theiner si è dimesso con un anno di anticipo, esercitando il ruolo di capro espiatorio. Lo seguirà tutta la prima fila del partito: i vice Obmann Thomas Widmann e Martha Stocker. Resterà solo Daniel Alfreider, il vice Obmann indicato dai ladini e riproposto (la sua nomina «ladina» è automatica). Alfreider sarà l’unica eccezione alla regola «avanti i nuovi», necessaria per fare pace con la base. Saranno anche sospese le proteste di piazza, ma lo scandalo è tutt’altro che dimenticato e dopo il congresso la Svp dovrà finalmente avviare il tesseramento, congelato a furor di popolo. Se Achammer sarà il candidato unico, la sfida si sposterà sui vice, dove si sfideranno per due posti Angelika Wiedmer, Christian Tschurtschenthaler e Zeno Christanell.
La scommessa. A 28 anni Philipp Achammer è già stato segretario organizzativo della Svp con Richard Theiner, fino alla conclusione ruvida della collaborazione prima delle elezioni provinciali. Eletto in Consiglio, poi scelto dal presidente Arno Kompatscher per la giunta, adesso si ritrova Obmann in pectore. Da fare tremare i polsi. «Infatti da solo non ce la posso fare e non voglio essere l’uomo solo al comando», ha chiarito Achammer , «punterò sul lavoro di squadra e avrò bisogno di un gruppo forte e motivato attorno a me».
Nella squadra dovrebbe entrare anche l’europarlamentare Herbert Dorfmann, per il quale si ipotizza un incarico ad hoc per il risanamento delle finanze (il debito di oltre 4 milioni è la bomba a orologeria della Svp). Achammer è stato indicato da tutti i Bezirke, con l’eccezione dell’Alta Val d’Isarco, che insisteva su Kompatscher. «Io stesso mi sono presentato quando Arno ha escluso definitivamente una sua candidatura», ricorda Achammer. Giovane è giovane, ma non inesperto. Gli anni come segretario organizzativo gli sono serviti per conoscere le esoteriche (per gli altri) dinamiche della Svp. È stimato e rispettato, ha un rapporto di fiducia con Kompatscher. Basterà? Non è per parlare sempre di vitalizi, ma la Svp è oggi un partito in cui la Parteileitung ha chiesto ai beneficiari di restituire gli anticipi sui vitalizi e non si è mosso nessuno, se non Theiner, Stocker, Mussner, Kasslatter Mur e Widmann. Uno schiaffo alla disciplina di partito. Se la nuova legge sui vitalizi è un problema del consiglio e della giunta regionale, ripristinare l’ordine interno sarà una delle missioni di Achammer. Theiner ha accettato il sacrificio. In cambio parla come gli pare. «Nel partito ci sono stati personaggi che intendevano approfittare dello scandalo pensioni per accoltellarmi alle spalle», ha ribadito Theiner, accusando alcuni esponenti bolzanini dell’economia di voler «affossare la giunta». Questa l’eredità per Achammer.
Spifferi e correnti. La sfida per due posti da vice Obmann è sia territoriale che di sostanza politica. Angelika Wiedmer, sindaco di Meltina, è la candidata delle donne, che vogliono dare per scontata una presenza femminile al vertice. Christanell, oggi vice Obmann del Burgraviato, è un esponente dell’ala sociale, che lo appoggerà al congresso. Il pusterese Tschurtschenthaler appartiene all’ala economica, in sofferenza perenne per l’esclusione di ogni proprio rappresentante dalla giunta. E poi ci sono i capi dei Bezirke. Stanno già giocando un ruolo pesante nella «nuova» Svp post Durnwalder. Per dire, è co-firmata dai leader dei Bezirke la soluzione d’emergenza sfociata nelle dimissioni di Theiner, in cambio della salvezza della giunta. Puntano a confermare il loro ruolo forte dopo il 3maggio. «Negli ultimi anni i territori hanno contato troppo poco. Con l’elezione del nuovo Obmann c’è la possibilità di una Svp più corale», conferma Oswald Schiefer (Obmann della Bassa Atesina). Un cordone troppo stretto? Lo pensa e lo dice Helmuh Renzler, leader dell’ala sociale: «I capi dei Bezirke sono già troppo potenti. È vero che sotto Durnwalder sono stati un po’ oscurati, ma restano dei pezzi da novanta che decidono le candidature, per dire... I vice Obmann dovranno fare cordone attorno ad Achammer per evitare intromissioni troppo pesanti».
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