BOLZANO. Non è ancora stato approvato ma ha già provocato più di qualche mal di pancia tanto tra i partiti di opposizione quanto fra quelli di maggioranza. Stiamo parlando del disegno di legge presentato dalla consigliere provinciale della Svp Julia Unterberger sulla regolamentazione delle spese di rappresentanza e delle spese straordinarie. A far discutere, ieri mattina, nel corso di un acceso vertice tra i capigruppo, è stato in particolare l’articolo 4, che definisce le spese straordinarie e di fatto autorizza per legge le mance fino a 200 euro a bande musicali e associazioni di volontariato. Una prassi, soprattutto nel mondo di lingua tedesca, iniziata ai tempi di Magnago ma che resiste ancora oggi con Durnwalder. «Sono spese straordinarie - come spiega l’articolo 4 del Ddl - le piccole donazioni fino a 200 euro ad associazioni senza scopo di lucro, a persone bisognose o scolaresche e le spese destinate a manifestazioni senza scopo di lucro». Nelle spese straordinarie, secondo il Ddl presentato da Julia Unterberger, dovrebbero rientrare anche le uscite per «pranzi di lavoro, gratifiche a collaboratori di un’istituzione in occasioni particolari, spese per prestazioni di terzi e documentazione di lavoro come libri, film e periodici». Pesanti le critiche dei capigruppo di opposizione: «Quella delle piccole donazioni è una forma di acquisto del consenso. Quel comma va stralciato dal Ddl». Perplessa anche la stessa Unterberger: «In linea di principio sono contraria, anche perchè ci sono sentenze del 2009 che vanno in direzione opposta. Ma ho dovuto lottare nel mio gruppo e inserire passaggi che non condivido. Penso all’autocertificazione, anche se solo in casi eccezionali, e alle piccole donazioni. Capisco le perplessità dell’opposizione. Possiamo riparlarne mentre non sono disposta a trattare sulla rendicontazione delle spese anche per i monogruppi».

Tra le spese di rappresentanza, all’articolo 3, vengono indicate le uscite per cerimonie e commemorazioni, i necrologi e le spese per i biglietti di auguri. Potranno essere pagate con denaro pubblico anche colazioni o rinfreschi, piccoli doni, tra i quali sono compresi «prodotti tipici, coppe, medaglie, targhe, libri, riproduzioni fotografiche, stampe e fiori». L’aspetto positivo del Ddl è rappresentato, invece, dall’obbligo di rendicontare tutto. «Le spese anticipate dal mandatario - si legge all’articolo 5 - saranno rimborsate qualora siano comprovate da fatture, ricevute fiscali, scontrini di cassa o attestazioni del beneficiario. Solo in casi eccezionali è ammessa l’autocertificazione». Ogni consigliere, secondo il testo base del Ddl Unterberger, «sarà tenuto ad annotare le circostanze che hanno generato la spesa». Viste le perplessità emerse ieri non è detto che il Ddl vada in porto. Almeno sulle “mance” si annuncia un estenuante braccio di ferro.

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