Sguardo al futuro

La talentuosa Annalisa Bisceglia: «Con il mio violino emozioni incredibili»

Ha 16 anni, è iscritta al Liceo Pascoli e suona il violino da quando aveva quattro anni. «Sono nata in una famiglia di musicisti. Vorrei che questa passione diventasse la mia professione. Ho suonato a Roma davanti al Papa: ricordi che resteranno indelebili»


Filippo Rosace


BOLZANO. L'ampolla del talento stappata a quattro anni e con lo sguardo fisso al futuro...da virtuosa del violino. A casa Bisceglia lo strumento ad arco è un "affare di famiglia", che a suo tempo risultò galeotto per far scoccare la scintilla tra papà Roberto e mamma Laura, mentre nel 2013 iniziò a far emergere il talento precoce della figlia Annalisa. La sedicenne bolzanina, iscritta al Pascoli al terzo anno con indirizzo musicale, è un concentrato di quell'adrenalina del musicista che, sin dall'età di quattro anni, continua a descrivere il percorso della giovane violinista. Annalisa ha lo sguardo vispo, curioso e sempre attento a quello che riesce ad esprimere quando diventa un tutt'uno con il suo violino.

Quando è sbocciata la sua passione per questo strumento?
Presto ed è stato anche abbastanza semplice. Sono nata in una famiglia di musicisti, con papà Roberto e mamma Laura già virtuosi del violino. A quattro anni ho iniziato a suonare seguendo il metodo Suzuki (ascolto, ripetizione ed imitazione, ndr), mentre attualmente sto studiando con papà e in Conservatorio con il maestro Ilja Marinkovic.

La scintilla del suo innamoramento per il violino è scoccata in famiglia, per i suoi genitori si può dire che galeotto fu il violino…

Più o meno è andata così, perché si conobbero in occasione di un concerto che si tenne in una chiesa cittadina.

Il violino richiede impegno e dedizione. Riesce a conciliare questa passione con altri interessi come scuola ed amicizie?
Devo dire che non è facile, perché tutto è molto impegnativo: dalla scuola, alla musica, alle amicizie. Però con una buona organizzazione tutto è possibile.

Quante tempo dedica allo studio del violino?

Dalle 3 alle 4 ore al giorno.

Nel suo futuro rimarrà una passione o qualcosa di più?

Il mio sogno è che diventi la mia professione. In ogni caso la forte passione rimarrà intatta.

Quali sono i passaggi che dovrò affrontare?

Mi aspettano anni di studio, frequentazioni con maestri diversi. Studiare con tanti insegnanti significa cogliere ed apprendere le differenze che si trasformano in preziosi consigli, utilissimi per crescere ed affermarsi.

Qual è stata l'emozione più forte provata in una esibizione?Come in ogni momento della vita, la prima volta non si scorda mai. Avevo quattro anni quando eseguii il mio primo saggio, sempre col metodo Suzuki. Insieme alla mia insegnante Ilaria Miori suonai il brano "Marcia dei Soldatini". Suonare per la prima volta sul palco è un ricordo di felicità e di spensieratezza che mi accompagna sempre.

Quando si esibisce con il violino riesce ad astrarsi dal mondo reale?

Quando suono tendo a non pensare a cosa mi circonda. In quei momenti ci sono solo io ed il violino. Il suo suono per me è come un respiro...una sensazione unica ed emozionante da vivere.

Ha già suonato in un'orchestra?

Sì, al Conservatorio, in altri centri della nostra provincia, e, soprattutto, a Roma con l'orchestra musicale dei licei nazionali istituita da Uto Ughi.

Il suo violino arriva da un regalo o da una scelta precisa?

Lo acquistarono i miei genitori da un liutaio di Bologna nel 2006. Era stato costruito per una mostra, mia madre lo scelse perché le piacque molto la voce dello strumento. Fu una scelta azzeccata...è proprio un bel violino.

Qual è il suo riferimento tra i violinisti?

Ci sono tanti maestri da cui prendo spunto, a me piace molto il virtuosismo di Itzhak Perlman (violinista e direttore d'orchestra israeliano-statunitense, ndr) e Bomsori Kim (violinista sud-coreana).

Quali sono le prossime date in cartellone?ù

Lo scorso anno vinsi il primo premio assoluto al concorso internazionale Città di Alessandria. Questa vittoria mi ha dato la possibilità di partecipare ad un concerto che si terrà in Liguria.

Ha vinto altri premi?

Nel 2024 ho vinto il premio "giovane talento" al concorso Scimone svoltosi a Padova; poi ho vinto il primo premio assoluto al concorso città di Pesaro.

Qual è il segreto per far vibrare al meglio le corde del violino?

Ci vuole tanto studio ed altrettanta tecnica per riuscire a far suonare bene il violino. Sicuramente, un passaggio fondamentale è rappresentato dal talento che il musicista esprime nel momento in cui suona. È qualcosa di indescrivibile, che cambia a seconda dell'esecuzione. È in quel momento che risalta la differenza tra una esecuzione fredda e quella, invece, fatta con l'anima ed il cuore. Emozione che esprime l'energia ed il temperamento.

Tutto questo dipende anche dal brano che si suona?

Ogni brano può riuscire a far venire i brividi a chi lo ascolta. Tutti in qualche modo, forse qualcuno più di qualcun altro, sono in grado di trasmettere emozioni, come ho detto prima la differenza la fa il musicista con la sua passione ed il suo talento.

La prima volta davanti ad una folta platea?

In novembre a Roma. Nella Sala Nervi abbiamo suonato alla presenza di Papa Leone XVI. Sabine Giunta, la preside del Liceo Pascoli, mi aveva candidato alla selezione per far parte di quella orchestra nazionale. Fu Uto Ughi a fare le selezioni, è stata una bellissima esperienza. Siamo stati accolti benissimo, in un clima di professionale collaborazione da parte dei direttori d'orchestra. Una forte emozione suonare davanti al Papa e davanti a 5.000 persone.













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