«Non so di preciso cosa sia successo, ma certo è che morto un ragazzo di 19 anni, arrivato in Italia per costruirsi un futuro. E questa è una sconfitta per tutti noi. Noi gli abbiamo rubato il futuro». Il sindaco Renzo Caramaschi, come al solito, non usa giri di parole ed esprime tutta la sua amarezza. E amare sono anche le parole che la consigliera comunale Verde/Projekt Bozen, Chiara Rabini, “referente per la questione dei richiedenti asilo e rifugiati che si trovano nel territorio di Bolzano” ieri ha affidato al suo profilo Facebook .

«Dolore per il 19 enne del Gambia deceduto ieri sera in uno scontro in zona industriale con il treno partito da Bolzano alle 19,36 per Verona – scrive –. Il quinto caso in Italia nel 2017, nel 2016 erano stati tre i casi. Era in Italia da circa un anno, ma non registrato in nessuno centro di accoglienza, secondo le prime verifiche in corso. Forse il ragazzo era con dei compagni di viaggio. Speravano forse, come Abeil (il diciassettenne eritreo che ha perso la vita in circostanze analoghe quasi un anno fa a Bz) e i suoi amici, di salire su un treno merci per oltrepassare il Brennero. Condoglianze anche ai suoi familiari che speriamo riescano ad essere contattati.

Oltrepassare i confini posti dalle attuali inadeguate politiche migratorie europee è infatti l'obiettivo di chi è costretto a fuggire dai propri paesi nella ricerca di un futuro migliore in Europa o di chi cerca di ricongiungersi a familiari e amici».